9/06/2006

Speciale Acqua

Speciale Acqua

Ci sono molte cose nella vita che noi diamo per scontate.Giriamo un interruttore e ci aspettiamo che la luce si accenda. Quando apriamo il rubinetto ci aspettiamo che l'acqua esca.In particolare siamo usi a pensare che le necessità primarie della vita siano sicure: cibo, acqua energia.Ci aspettiamo che siano lì a disposizione e non ce ne preoccupiamo fino a quando non incontriamo qualche difficoltà nell'ottenerle. Ogni tanto madre natura ci ricorda quanto siano preziose e neiente affatto scontate queste risorse naturali.

Nelle ultime due decadi il mondo ha investito molto poco per sviluppare e assicurare queste necessità. Acqua,cibo, foreste, sono stati ignorati dai mercati finanziari. I cicli di rialzo dei prezzi di queste essenzialità durano 20-25 anni e sono l'effetto di squilibri tra domanda ed offerta. I prezzi calanti che accompagnano i cicli al ribasso portano alla riduzione di nuovi investimenti, alla riduzione di capacità produttiva e al consolidamento delle aziende operanti in tali settori. Nelle ultime due decadi non sono state costruite nuove raffinerie, poco è stato speso nelle costruzioni di nuovi oleodotti, nella costruzione di nuove miniere, nello sviluppo di nuove piantagioni agricole, e soprattutto nello sviluppo delle infrastrutture per l'acqua. C'è una carenza anche di geologi ed esperti specifici, ingegneri specialisti, personale qualificato in genere.

Ne consegue che oggi soffriamo di carenza nell'offerta di varie materie prime chiave. L'equilibrio tra offerta e domanda è saltato e ci vorranno anni prima di colmarlo. Le scorte delle principali commodities sono ai minimi: oro e argento soffrono di deficit , petrolio e gas idem, ma queste sono cose note. Meno noto è il problema dell'acqua nel mondo. Una crisi globale di acqua ha il potenziale di mettere in ginocchio la sicurezza, la stabilità e la sostenibilità ambientale sia del mondo sviluppato che di quello in via di sviluppo. Senza un adeguata offerta di acqua fresca potabile, lo sviluppo umano entra in crisi.

Il fatto che la crisi già esiste dovrebbe essere chiaro dalle recenti inondazioni in Bangladesh e nell'Europa dell'est, dalla carenza nell'america dell'ovest, dai centinaia di morti per la febbre del Nilo. Secono un recente rapporto dell'ONU, 25 mila persone stanno morendo di malnutrizione ogni giorno, e 6000 - la maggioranza bambini sotto i 5 anni - stanno morendo per malattie legate alla carenza di acqua. Il problema di fondo è che la popolazione mondiale sta diventando sempre maggiore e con essa i fabbisogni di acqua. Le previsioni dell'ONU sono di un prossimo incremento di questa problematica nel 60% del mondo, specialmente Africa, Asia e America Latina.

Ma vediamo meglio di analizzare tre fattori chiave della crisi dell'acqua, prossima ventura.
La scarsità, la qualità e i disastri collegati.
Per capire, occorre conoscere il ciclo dell'acqua che è una risorsa rinnovabile solo entro certi limiti; la sua variabilità ne è proprio una caratteristica essenziale, e richiede un attenta gestione umana.
La maggior parte dell'acqua fresca potabile proviene dalle precipitazioni piovose. Essa viene assorbita dalle piante e dal suolo e restituita all'atmosfera con l'evaporazione e la traspirazione.La maggior parte consumata dagli uomini proviene dalle sorgenti. Quella di origine piovosa supporta foreste e terreni coltivabili di vari ecosistemi. L'ONU stima che il 26% di quella evaporata e traspirata annualmente e il 54% di quella proveniente dalle sorgenti è adesso usata dagli uomini. A causa della popolazione crescente e del maggior consumo legato al tenore di vita, ci appropriamo di sempre più acqua rispetto a quella disponibile in natura. Ne consegue che l'acqua necessaria per la produzione di cibo e per usi industriali sta divenendo sempre più scarsa.Anche il fatto che gli sviluppi urbani abbiano sottratto via via sempre più terra, ha portato a una minore disponibilità di elementi naturali in grado di effettuare il ciclo piovano. Poichè le principali fonti di acqua sono in mano a poche nazioni, si va verso maggiori tensioni politiche.

Vi è poi il problema chiave della qualità dell'acqua. Gli sprechi umani e industriali, gli elementi chimici, i fertilizzanti e i pesticidi stanno inquindando sempre più le fonti di acqua fresca nella terra, nei laghi, nei fiumi. Varie sostanze nocive provenienti da miniere, industrie, i nitrati e i fosfati provenienti dall'agricoltura, stanno andando a inquinare le fonti di acqua così come i prodotti associati, agricoli o ittici.

Inoltre vi è il problema dei disastri ambientali. Negli ultimi dieci anni circa 700 mila persone sono morte a causa di queste calamità nel mondo in via di sviluppo dove ci sono vaste concentrazioni di popolazione lungo fiumi e coste. Le infrastrutture vengono distrutte dalle tempeste e mancando le adeguate risorse finanziarie raramente vengono ricostruite , il che lascia tali comunità ancora più vulnerabili ai prossimi disastri. Le inondazioni sono il più comune tipo di disastro, nel 2000 ce ne sono state 150. A volte, come nel caso del bangladesh, un avversità di questo tipo, stimola alcuni sforzi concreti per cambiare e migliorare, molte altre volte no.

Le tre problematiche citate sono impattate da miriadi di fattori, ma la crescita della popolazione è in cima alla lista. Vi sono 3 miliardi di persone in più oggi rispetto al 1970, e da quell'anno l'offerta di acqua è diminuita di un terzo. Per il 2050 la popolazione è attesa aumentare di un altro 50%, rispetto a oggi: in base a queste proiezioni si calcola che circa 7 miliardi di persone vivrà in zone con scarsità d'acqua nel 2050.

Collegate alla popolazione crescente sono le richieste provenienti dal'agricoltura, dall'urbanizzazione, dall'indistrializzazione e dall'energia. Tutti questi fattori metteranno sotto stress l'ecosistema acquatico mondiale. Quanto vi sto sintetizzando si legge dagli atti del World Water Forum , che ha identificato sette sfide basilari:
- soddisfacimento dei bisogni primari
- assicurare l'offerta di cibo
- proteggere gli ecosistemi
- gestire i rischi inondazioni, siccità, inquinamento
- condivisone delle risosrse acquatiche
- dare un valore all'acqua
- governare saggiamente la risorsa acqua.

L'acqua non è solo vitale, ma ha anche un ruolo importante nella produzione di cibo ed energia. La banca Mondiale ha elaborato un piano per combattere la scarsità d'acqua collegandolo alla lotta alla povertà. Costruire infrastrutture per l'acqua è costoso. La maggior parte degli investimenti sono rischiosi, e i costi ad esempio dei bacini o delle dighe sono enormi con ritorni solo nel lungo periodo; quindi in un mondo orientato al guadagno immediato e facile, come ad esempio quello nella pubblicità, nessuno li vuole fare. In un mondo pieno di debiti, dove ci si indebita per le armi e per i consumi frivoli, mancano le risorse finanziarie. Eppure senza questi investimenti l'acqua futura sarà in pericolo. Più a lungo i temi della qualità e della scarsità dell'acqua saranno ignorati, più grande sarà il pericolo di una crisi molto difficile poi da contrastare. Crisi che avrà anche la forma di ondate di caldo, siccità, tempeste, inondazioni. Il sempre più forte El Nino viene messo in relazione ai trend di surriscaldamento del pianeta: più il suolo è caldo più l'acqua sparisce dal suolo a tassi di evaporazione più elevati, il che lascia meno umidità terrestre impattando l'acqua terrestre, i fiumi e i raccolti.



L'acqua non ha alternative, e pertanto è anche una risorsa politica oltre che naturale. Tra paesi diversi si pone il problema di chi la controlla. La questione della proprietà e dei diritti ha già provocato dispute, conflitti e guerre durante tutta la Storia. Pochi lo sanno, ma l'acqua fu uno dei fattori scatenanti la Guerra dei 6 giorni nel 1967: La lega araba dovette reagire all'appropriazione di gran parte dell'acqua del fiume giordano da parte di Israele che aveva costruito un acquedotto nazionale con cui se la prendeva. Oggi vi sono dispute aspre tra la Turchia e i suoi vicini, Siria in testa, circa i flussi di acqua rivenienti dai fiumi Tigre ed Eufrate. Il progetto Anatolia del sudovest, una colossale opera ingegneristica, piazzerà 22 vaste dighe e bacini lungo questi due fiumi, proprio all'origine del loro scorrimento in Turchia. Quest'ultima dunque controllerà il flusso dell'acqua,che per la Siria è la fonte primaria; a tut'oggi non esiste alcun accordo formale tra i tre paesi per come dividersi l'acqua, anzi esiste un fortissimo interesse americano a sostenere la Turchia e a usare l'arma acqua contro la Siria (possono prenderli per sete).
Mentre tutta l'attenzione è sul petrolio che condiziona la politica mediorientale, anche l'acqua va considerata.E non c'è solo la west bank, che ha la vena acquifera dell' Ataturk; la gran maggioranza dei principali fiumi mondiali sono al centro di dispute e sono fonte di conflitti politici: in Africa, la regione del Nilo lo è sempre stata e continua ad esserlo. Circa due terzi degli africani sono minacciati dalla carenza di acqua, e le regioni che confinano con il Nilo (Etiopia, Eritrea, Burundi, Rwanda, Zaire, Kenya, Tanzania, Uganda, Sudan ed Egitto) sono tra le economie meno sviluppate ,più povere e più afflitte da debiti. Sono dipendenti dall'acqua del Nilo, e soffrono di erosione del suolo, siccità e degrado terriero. Molte ricevono aiuto estero, ma sono briciole: non hanno le risorse per gestire efficacemente l'acqua. Il trend in atto, in mancanza dei fondi necessari per la costruzione delle infrastrutture necessarie, le porta dritte dritte a combattersi tra di loro, come già avviene (anche se non se ne parla , vedi il genocidio tra Eritrea ed Etiopia).
Anche in Asia, voi sono enormi problemi. Il governo cinese è ben consapevole che il vincolo numero uno al suo sviluppo è proprio quello della mancanza di acqua (man mano che cresce il tenore di vita, cresce il consumo dell'acqua, e lì sono 1,3 miliardi di persone, per non parlare di quella necessaria alla produzione agricola ed industriale). In India poi è un emergenza nazionale.

Insomma, ormai avrete afferrato il concetto: il problema acqua prima o poi salirà al primo posto nell'attenzione mondiale e richiederà sforzi globali e un enorme ammontare di capitali. Dal punto di vista del settore privato, può rappresentare un opportunità di investimento ancora al suo stadio iniziale.

Quanto è grande il mercato globale dell'acqua?
E' molto più grande di quanto si possa pensare. Anche se rimane frammentato e nelle mani dei governi, vi sono stime attendibili sulla sua dimensione. L'organizzazione Global Water Intelligence, inglese, calcola circa 460-620 miliardi di dollari annui, con un valore mediano a 540 miliardi, così commposto:
210 acqua potabile, 140 acqua ad usi industriali, 120 ad uso agricolo e 70 acqua sprecata; nel complesso si stima per il prossimo quinquennio una crescita di circa il 3,3% per tale valore, con la componente industriale prevista crescere del 5% annuo, quella potabile del 3% e quella agricola del 2,5%.
Si stima un valore dell'acqua potabile pari a circa mezzo dollaro al metro cubo.
L'investimento nell'acqua è un opportunità globale, non solo nei mercati ricchi, ma anche in quelli in via di sviluppo dalla Cina al Brasile. Negli USA vi sono più di 50 mila sistemi idrici per la comunità (la maggioranza dei sistemi serve circa 3 mila persone). Sono piccoli, inefficienti e soprattutto sono troppi.La maggior parte sono posseduti e controllati dal governo, e meno dell'1% di tali sistemi serve comunità di centomila persone o più. L'acqua è la sola utility che non è stata liberalizzata. Vi sono potenti barriere all'entrata perchè ci volgiono economie di scala ed enormi investimenti di capitale. La domanda continua a crescere, mentre l'offerta resta limitata. Non esiste nessun sostituto all'acqua, percui siamo nel classico casao da manuale di economia : domanda inelastica al prezzo. Negli USA si calcola che ci vogliano 150 miliardi di nuovi investimenti per portare allo standard tutti i sistemi idrici del paese. Da dove verrà questa moneta? la gran parte dei ricavi resta nelle mani del governo, e il settore acqua in borsa è così piccolo che pochissimi analisti a Wally lo seguono. Ad esempio,gli analisti di Value line coprono tutto il settore con soli 3 titoli, e qualche azienda di filtri e trattamento dell'acqua. Può sembrare incredibie ma è un settore ignorato dagli investiori tradizionali, ed invece non dovrebbe esserlo. Esiste un indice che raggruppa 20 aziende quotate , americane e internazionali, e risulta in crescita del 45% dall'inizio del 2001, contrariamente a tutti gli altri indici che sono ancora molto sotto i livelli di quell'epoca. In questo 45% non sono inclusi i dividendi, che pure sono elevati in confronto agli altri settori.Negli USAla capitalizzazione di mercato dell'intero settore acqua è meno di 30 miliardi(In Italia poche centinaia di milioni di euro). I titoli non sono molto liquidi e le quotazioni possono saltare improvvisamente con anche limitate pressioni di acquisto.
Le prospettive sono di un miglioramento in questo senso, man mano che avanza il processo di consolidamento, già partito: le utitlities private stanno comprando i sistemi municipali; le public companies più grandi stanno comprando quelle più piccole; le più grandi euopee stanno comprando negli USA, e i piccoli sistemi privati si stanno fondendo per ottenere economie di scala più grandi.
A oggi , a Wally vi sono 12 aziende quotate(erano 23 prima delle varie fusioni) sono così poche che le possiamo elencare: Aqua America, California Water service, Ameruican States water, SJW corp. , Allete Water resources, Middlesex Water company, Southwest Water co., Connecticut Water serices, Artesian Resources Corp.,York Water Co., Pennichuck coirp., Birminghan Utilities.
Poi vi sono quelle specializzate nel trattamento dell'acqua per fornire acqua potabile e pulita, e questo pure sarà uno dei grandi temi del futuro.
Credo che l'acqua balzerà all'attenzione prima o poi degli investitori e sarà sufficiente anche una piccola quota di flussi per far impennare le quotazioni.Anche sul nostro listino sono presenti alcune realtà (acquedotto nicolay, acque potabili, acquedotto ferrari) oltre alle utilities che fanno anche acqua oltre a gas etc. ed infatti hanno fatto bene, ed anche a livello europeo ve ne sono di intressanti, ma non vi è dubbio che il vero movimento quando partirà sarà soprattutto nella capitale dell'impero, come sempre.