2/21/2007

Trading a vela

Veleggiando sui mercati

Navigare sui mercati è come andare in barca a vela.
E' preferibile di giorno e quando le condizioni metereologiche sono ottimali.
E' meglio in tratti di mare conosciuti, piuttosto che avventurarsi in quelli sconosciuti.
E' più veloce con il vento in poppa, piuttosto che di bolina.
E' più facile salpare con la corrente, l'onda e il vento a favore per la rotta desiderata.
Ma servono strumenti in grado di rilevare l'intensità della corrente, l'entità delle onde e la forza del vento.E si devono monitorare fondali ed eventuali scogli che si possono presentare durante la navigazione, consultando un portolano aggiornato.
Soprattutto si deve ammainar la vela se il vento gira contro.


E' preferibile operare intraday, cioè alla luce del giorno e passare la notte con la barca ormeggiata(posizioni chiuse), anche se possono esserci delle eccezioni in cui vale la pena affrontare la navigazione notturna (posizioni aperte overnight).
I mari (cambi, commodities, obbligazioni, azioni) su cui navigare vanno selezionati in base alla specifica esperienza che se ne ha, ed in base alla fase che stanno attraversando: quest'ultima ce la disegnano la corrente e l'onda esistenti su quel mare; ma anche il bollettino meteo previsto(eventi, dati in arrivo).
Lo strumento ideale per misurare la corrente di fondo è una media mobile semplice settimanale a 20 rilevazioni; se la corrente non c'è, e dunque se la media è piatta, si può navigare lo stesso , ma è da evitare la navigazione controcorrente.
Una media mobile ponderata giornaliera a 20 rilevazioni misura invece l'onda da cui farsi portare; in teoria si potrebbe navigare anche in assenza di onda, purchè ci siano la corrente ed il vento, ma è certamente da evitare la navigazione contro onda.
L'assenza contemporanea di corrente e onda (quindi medie settimanale e giornaliera piatte) singifica però elevata probabilità di vento instabile, e dunque di range.
Infine una media mobile oraria esponenziale a 20 rilevazioni rappresenta l'anenometro ideale.

Quando si alza il vento, nella stessa direzione dell'onda e della corrente in essere, si spiega la vela e si parte purchè si sia prima verificato che il fondale non sia troppo basso o irto di scogli, osservando l'ecoscandaglio cioè ,soprattutto su base oraria, la presenza di eventuali divergenze presenti sulla macd, sull'rsi e sullo stocastico lento, verificando inoltre che non si trovino già prossimi a livelli di eccesso, e misurando la distanza che separa dalle resistenze (supporti) note e dalle bande di bollinger.

Quando non vi sono ostacoli, le probabilità che si faccia una navigazione soddisfacente sono elevate, ma fino a dove spingersi?
Un buon timoniere deve sapere quale rotta seguire e a quali boe arrivare. Così si sarà prefissato l'obiettivo di raggiungimento della resistenza(supporto) principale, pronto a cambiarlo qualora si verifichino prima le sopramenzionate divergenze e/o eccessi, e soprattutto - ovviamente - qualora cambi vento, e cioè qualora la media oraria si appiattisca (inizia la massima allerta) e poi cambi direzione.

Quest'ultimo criterio è quello che impone sempre lo stop alla navigazione anche se è costata una perdita di tempo e di denaro(stoploss).

La quantità di vela esposta, cioè l'importo usato nel trading, deve essere flessibile:
al massimo(randa, genoa e spinnaker) quando le condizioni sono ottimali, va ridotta man mano che qualche elemento di positività inizia a venire meno, fino a venire azzerata o al raggiungimento della boa più lontana (stop-profit) o alla fine forzata della navigazione(stop loss).

Ogni skipper-trader può personalizzare la strumentazione usata, la rotta e i bollettini che preferisce seguire.
I bollettini meteo del trader, sono i dati (o gli eventi, dichiarazioni) previsti in arrivo a determinati orari e che possono impattare sul corso del vento in essere, o possono creare il vento e imprimergli una ben precisa direzione.
Lì sta alla sensibilità dello skipper, "nasare" se è il caso di aspettarli da fermo, o di salpare lo stesso magari pronto a cambiare direzione.

Ma il principio di fondo cui si ispira la visione marina del trading, è l'eliminazione- per quanto possibile- degli elementi di emotività che spesso sono una delle principali cause di insuccesso.
Usare dunque il pilota automatico e navigare magari poche volte, ma con sufficiente tranquillità, seguendo semplici regole.
Naturalmente non c'è mai la certezza che il vento non si giri di colpo (in mare è un classico), ma spesso succede che almeno un pezzo di navigazione si riesce a farla.
E' chiaro che questo è un sistema di navigazione con il vento in poppa (in tendenza) e dunque per definizione necessita che si sviluppino delle tendenze in grado di durare almeno qualche ora, durante la giornata (oppure in grado di esprimersi con l'intensità desiderata anche in poco tempo, ma sufficiente per arrivare alla boa).

Il nemico principale della navigazione in poppa(trading in tendenza) sono le strambate, vale a dire le oscillazioni laterali, per cui è fondamentale rispettare le condizioni sopraindicate che servono proprio a identificare le probabilità che si incappi in false partenze.

E' poi importante che quando il vento si impone, magari con un accelerata improvvisa, non gli si vada subito appresso con tutta la vela; si può iniziare cioè ad alzare solo la randa (1/3 dell'importo) , perchè molto spesso succede che vi sia un risucchio temporaneo successivo che riporta indietro nei pressi della media mobile seguita; se quest'ultima resta inclinata, ecco quello è il momento in cui alzare il genoa(andando a due terzi dell'importo) per poi mollare anche lo spinnaker(importo pieno) non appena si ha la conferma che il vento ha ripreso a soffiare nella direzione identificata andando a fare nuovi massimi(minimi).

Analogamente l'ammaraggio ideale, prevede che si tolga lo spinnaker (un terzo della posizione) al raggiungimento o della prima boa(ad esempio la banda di bollinger giornaliera) o al defilarsi dei primi eccessi e/o divergenze sul trittico sopramenzionato(macd,rsi,stoch); in modo da proseguire nella navigazione se il vento continua, ammainando anche il genoa al verificarsi della seconda situazione ancora da realizzarsi (ad esempio si raggiunge la banda di bollinger, e si prosegue senza spinnaker, poi si evidenzia un eccesso, ed allora si toglie il genoa mantenendo la randa spiegata fino al conseguimento dell'obiettivo massimo prefissato,cioè al raggiungimento della resistenza principale, o al cambio di vento).
Dopodichè eventualmente se ne riparla al superamento di quest'ultima, ma allora si ricomincia da capo:
è un nuovo bordo, e si fa se c'è la convinzione e se ci sono nuove boe realisticamente raggiungibili.

Non lo consiglio, ma per i più sportivi, o per quelli che non hanno la pazienza di aspettare le condizioni ideali di navigazione con il vento in poppa,vi è poi la possibilità di veleggiare di bolina, da fare però solo con due terzi del proprio importo standard, cioè solo con randa e genoa (ma la randa si può anche terzarolare, e andare quindi solo con metà o un terzo):
andare contro vento, quando l'onda e la corrente aiutano o almeno sono neutrali, sfruttando l'effetto risucchio creato dal precedente colpo di vento contrario; conviene farlo solo quando aiutano anche le divergenze e gli eccessi accumulati, e quando si arriva in prossimità di resistenze(supporti), o ai limiti delle bande di bollinger per fare i bordi all'interno del canale, che avranno successo se effettivamente si è in range.
In questo caso l'obiettivo sarà non tanto cogliere una completa inversione della tendenza (molto ambizioso, si può fare solo se c'è una conivnzione profonda, supportata da altri indicatori, come i conteggi di demark), bensì l'acquisizione di un vantaggio possibilmente doppio o almeno pari a quanto si è rischiato (vale a dire la stop al perforamento della resistenza-supporto in cui si è entrati).

Oppure si può andare di traverso:
salpare non appena si crea il vento favorevole, anche se l'onda e la corrente sono contrarie. Pure in questo caso velatura max. a due terzi ed obiettivi limitati al raggiungimento della prima boa, e solo in casi particolari mantenimento ulteriore se i bollettini pervenuti fanno presagire il futuro cambio di direzione dell'onda e della corrente. Si smette non appena termina il vento favorevole , quindi anche al semplice appiattimento della media.

Ovvio, il tutto non è semplice come può sembrare, tra il dire e il fare c'è di mezzo ...il mare. Buona navigazione!