8/26/2015

PRESTITO SULLA PENSIONE A COSTO ZERO PER LO STATO

Flessibilità in uscita
PRESTITO SULLA PENSIONE
A COSTO ZERO PER LO STATO
E' altamente auspicabile nella prossima legge di stabilità siano previste tipologie di flessibilità in uscita. L'Inps ed il governo hanno già da tempo fatto circolare varie ipotesi,
con un minimo comun denominatore: onerosità, più o meno alta per lo Stato. Ciò pone ovviamente il problema di trovare le coperture finanziare, il che rischia di diventare un ostacolo a vari livelli. Diviene quindi probabile che il governo, pressato su vari fronti, alla fine non faccia niente, oppure partorisca il classico topolino.
Qui si presenta invece una proposta caratterizzata dall'assenza di costi per lo Stato, che offre la possibilità al lavoratore esodato di autofinanziare (nella misura e per il periodo da lui prescelti, entro certi limiti) l'eventuale fabbisogno vitale nel periodo antecedente il pensionamento.
La proposta:
introduzione dell'obbligo per l'INPS di concedere un prestito (nella forma tecnica della scopertura di conto corrente bancario) all'esodato, nella misura massima di un terzo annuo della pensione lorda maturata, attivabile con anticipo non superiore a cinque anni prima della data di pensionamento, e rimborsabile con gli interessi entro i successivi cinque anni dall'inizio del pensionamento, tramite ritenuta di un terzo annuo della pensione. Lo Stato emetterà Btp addizionali della durata massima decennale a fronte delle richieste pervenute. Il tasso fisso dell'emissione sarà recuperato nel rimborso addebitato ai richiedenti.
Il richiedente dovrà accollarsi inoltre il costo della polizzavita caso morte, durata massima decennale, per l'importo pari al massimo della scopertura da lui chiesta, pignorabile dall' l'INPS (nella misura necessaria a saldare la scopertura e gli interessi). Poichè si parla di neo sessantenni, e di importi comunque limitati, tale costo - pur dipendendo dalle condizioni di salute del soggetto - sarà nell'ordine di alcune centinaia di euro l'anno. Nei dieci anni avrà comunque un suo peso che, unito all'onere degli interessi, garantisce la richiesta venga fatta solo da chi ne ha veramente bisogno. E consente in caso di prematura
scomparsa di non arrecar danni nè al titolare della reversibilità (resterà intatta), nè allo Stato che rientrerà di quanto prestato con gli interessi.
Pertanto è possibile affermare che lo Stato non ha oneri nè corre rischi. Per contro, consente agli esodati che decidano di usufruirne una forma di finanziamento del periodo pre pensione. La scopertura di conto corrente consente la massima flessibilità: si può utilizzare solo al momento del bisogno, ed anche ripianare in anticipo se si viene a disporre di nuove entrate. Unico vincolo: occore restare nel limite del fido (un terzo annuo della propria pensione, per massimo cinque anni prima della pensione).
La platea interessata è probabile non sia molto ampia, nè gli importi in questione molto elevati. Se anche vi fossero centomila richieste per un plafond di 50 mila euro ciascuna mediamente, si tratterebbe di emettere Btp addizionali per 5 miliardi di euro, un inezia rispetto alle emissioni annuali dello Stato, interamente ripagati interessi inclusi alla scadenza (quindi una tantum). Per questa ragione nessuna obiezione può essere mossa in sede europea, ad una misura che consente di aiutare sia chi ha bisogno di attingere alla propria pensione futura per crearsi una entrata vitale nel periodo di attesa, sia chi -pur essendosi organizzato una sussistenza- si trova colpito da spese impreviste (mediche, etc.).
Il proponente chiede scusa per i propri limiti intellettuali, ma non riesce ad immaginare quale possa essere la motivazione per rifutare l'adozione di tale proposta.
p.s.:
naturalmente il governo può poi prevedere di destinare risorse a questa forma di flessibilità, ad esempio rinunziando alla polizza assicurativa oppure abbuonando gli interessi; e ciò può fare per scaglioni di importi e limiti temporali. Ma, se non vuole destinare un euro, può comunque aiutare una categoria in difficoltà applicando la proposta qui presentata a costo zero.
Esempio numerico
(si ipotizza venga usato il massimo plafond disponibile, e per tutto il periodo; ma la scopertura di conto consente, più realisticamente, utilizzi anche minori o nulli durante parte del periodo).
Esodato di 62 anni, pensione già maturata incassabile a 67 anni: 30 mila euro lordi(2500 mese).
Domanda per scopertura massima: 1/3 della pensione futura per cinque anni=10milax5=50 mila euro. Tasso BTP decennale vigente=2% Costo polizza ass.va 600 euro anno.
In questo caso, l'esodato si troverà ad avere una entrata mensile di circa 800 euro per tutti i 5 anni. All'entrata in pensione, l'INPS su base annua gli tratterrà 10mila euro lordi annui per 5 anni, e gli interessi maturati a scalare, per cui il soggetto avrà una pensione ridotta di circa mille euro al mese (percependo 1500 mensili) per cinque anni, alla fine dei quali percepirà la pensione intera (2500 euro al mese).
Conclusione: invece di dovere affrontare 5 anni in condizioni magari insostenibili psicologicamente e materialmente, l'esodato potrà contare su 800 euro mensili e cavarsela, per poi passare a 1500 euro nei primi 5 anni di pensione, ed infine ricollocarsi al livello maturato di 2500 euro per il resto della vita.
Perchè lo Stato non deve offrire questa possibilità ad unaplatea non molto ampia ma importante, non costandogli niente?


6/30/2015

Quantitative Easing for Tunisia

Quantitative Easing for Tunisia

Tunisia is under attack. The economic consequences of this attack will be high, and will create huge social and political consequences.
Therefore, Tunisia need also an economic reaction.
As FED, Bank of England, Bank of Japan, Bank of Switzerland, and recently BCE, The Central Bank of Tunisia may implement a Quantitative Easing.
In this short note, we don't analyse the tecnicalities: there are many ways and several amounts in which doing the QE.
Here we are interested only to expose the idea and its benefits.
The tactical goal must be to devalue the Dinar on the foreign exchange market, at least 50%, to obtain the strategical goal: mantaining at least, if not improving, GNP and employment.
For this reason we suggest to adopt the Bank of Switzerland model of QE: creating Dinars to buy euro, dollars, sterlings, etc..The internal monetary circulation of Dinars, thus, will remain stable.
Pro:
- creating a very strong economic incentive for tourism and foreign residents to come in Tunisia; an incentive capable to offset the very strong disincentive caused by terrorism.
- substaining the export, and then employment and income generated from. Prices in Dinar remain the same, and therefore salaries, costs and profits.
- reducing the import, beginning to improve the external balance.
Against:
- there is only one big negative effect: the price of imported energy is likely becoming higher. But the indirect effects on the cost of living are manageable: e.g. Tunisia may reduce the taxes on the final price, and may finance this via QE.
Of course, there are always collateral effects, but often exist countermeasures.
The most important thing is giving to Tunisian people the correct message: help yourself, and God will help You!

7/26/2014

Una mia semplice idea


       ABBASSARE Il DEFICIT/PIL CREANDO UN
       MILIONE DI NUOVI POSTI DI LAVORO

Sembra impossibile? invece è facile. E' sufficiente varare una legge in cui si abolisce totalmente l'IRAP. Unica condizione: per essere esentata dall'IRAP l'azienda deve assumere, a tempo indeterminato, nuovi dipendenti per un costo del lavoro pari all'IRAP risparmiata.

Subito un esempio: piccola impresa che paga 120 mila euro di IRAP all'anno. Viene esentata dall'IRAP, se assume 4 nuovi dipendenti dal costo medio di 30 mila euro l'anno (stipendi più contributi).

E' possibile che qualche azienda non aderisca, ma sarebbe veramente strano: a parità di costi, perchè non avere del personale in più? qualsiasi imprenditore, se gli offrissero gratis nuovi dipendenti saprebbe bene che farsene, per migliorare il prodotto/servizio offerto.

L'IRAP dà al bilancio dello Stato un gettito di 30 miliardi.  Per semplicità espositiva, ecco adesso delle cifre facili, l'importante è capire il concetto: se tutte le aziende esistenti aderissero alla nuova legge, a 30  mila euro di costo medio, avremmo un milione di nuovi occupati.

Tutto ciò premesso, andrò ora a dimostrare perchè contro intuitivamente si abbasserebbe il rapporto deficit/PIL.
Partiamo dal deficit: nel bilancio dello Stato verrebbero meno 30 miliardi di entrate alla voce IRAP.

MA:
- ipotizzando che almeno la metà dei nuovi occupati siano disoccupati che beneficiano di indennità varie a carico dello Stato, con un costo medio di 10 mila euro a persona, nel bilancio di quest'ultimo si avrebbero minori uscite per 5 miliardi( se fosssero tutti, sarebbero 10 miliardi).
- dei 30 miliardi di nuovo costo del lavoro creato , la metà circa rientra nelle casse dello stato tra IRPEF e contributi, quindi 15 miliardi.
- dei 15 miliardi di stipendi netti nuovi distribuiti nell'economia, il 20% circa rientra nelle casse dello Stato dall' IVA (sulle spese effettuate).

Mi fermo qui, ma vi sono certamente altre entrate indirette. Dunque - coeteris paribus- al numeratore del DEFICIT/PIL la voce deficit aumenterebbe di 7 miliardi= -30+5+15+3.

Passiamo al denominatore. Il PIL aumenterebbe direttamente di  15 miliardi  (per stipendi netti addizionali, mi tengo basso per semplificare con cifre rotonde). Pertanto: +7/+15 = il DEFICIT/PIL scenderebbe .
Ciò, senza considerare gli effetti indotti, quelli che in economia si definiscono "da moltiplicatore". Ma è facile immaginare come la maggior domanda derivante dall'1% di PIL addizionale così creato, provochi a sua volta ulteriore crescita del PIL.
Questo benefico effetto , consentirebbe quindi di abolire l'IRAP per le aziende di nuova costituzione, così consentendo una riduzione del cuneo fiscale, dando un netto impulso alla competitività del sistema economico nazionale, favorendo anche nuovi investimenti dall'estero.
Non male, vero?
So bene che la nuova legge andrebbe corredata da una serie di paletti, per evitare aggiramenti della normativa (ad esempio chiusura di società esistenti e apertura di nuove per beneficiare della non-Irap senza nuove assunzioni); oppure adattamenti per i settori che usano contratti stagionali; oppure ancora mettere a fuoco le eccezioni alla regola dei contratti a tempo indeterminato.
MA una cosa è sicura: ognuna di queste ed altre problematiche può ben essere risolta.

3/24/2013

euro poker

euro poker
Quando herr Schmidt vende le sue posate al sig. Rossi, l'esportatore tedesco incassa effettivamente il controvalore in euro, così come l'importatore italiano lo paga. Quindi a livello individuale tutto sembra logico e regolare. Ma cosa succede a livello macro? i soldi incassati da Schmidt, direttamente o indirettamente, finiscono nel sistema bancario tedesco; così come i soldi pagati da Rossi, provengono dal sistema bancario italiano. Come se li procura quest'ultimo, se - a fronte di una bilancia di pagamenti nazionale in deficit- non li ha? li chiede in prestito alla Banca Centrale. Analogamente, cosa se ne fa dell'eccesso di depositi - in presenza di un avanzo della propria bilancia - il sistema bancario tedesco? li deposita presso la Banca Centrale. Quest'ultima, quindi, per mantenere costante la quantità di euro totale e la circolazione di euro in Italia ed in Germania, non fa altro che prestare alle banche italiane gli euro ricevuti da quelle tedesche, contabilizzando un credito equivalente a favore della Bundesbank, ed un debito a carico della Banca d'Italia. Pertanto la situazione di squilibrio nelle bilancie rispettive, può tranquillamente andare avanti, senza effetti reali ma solo quelli virtuali contabilizzati nel Target2. Risultato: ad oggi la Buba si ritrova crediti per circa 800 miliardi, Bankitalia debiti per circa 200 miliardi. Che significa?
Se volete sedervi ad un tavolo di poker dovete pagare alla cassa le fiches della posta: mettiamo sia di 100 euro. Voi e gli altri 4 (immaginiamo un tavolo a 5 di poker classico) avrete messo in cassa 500 euro, rappresentati da fiches sul tavolo da gioco. Se le cose vi vanno male, ad un certo punto finirete le fiches. Avete due possibilità: vi alzate e ve ne andate; oppure se volete continuare a giocare, uscite fuori altri 100 euro e comprate una nuova posta. Quando la partita finisce, ciascuno ritira dalla cassa il controvalore delle fiches che si ritrova, in euro sonanti. Supponiamo ci siano 3 perdenti, 1 vincitore ed uno in pari. Quest'ultimo si ritroverà con i 100 euro originari; il vincitore avrà quelli più la vincita, i tre perdenti resteranno a mani vuote.
Per capire bene il sistema euro- target2 (ed anche quello Cina-USA), occorre partire proprio dal paragone con il tavolo di poker. La cassa è tenuta dalle banche centrali, ma c'è una grande differenza : a nessun giocatore viene chiesto di uscire materialmente i 100 euro a fronte della posta. Quest'ultima infatti viene data a credito, come illustrato con l'esempio Schmidt-Rossi. Un paese con bilancia dei pagamenti perennemente deficitaria, è come un giocatore di poker perdente. Ma a lui il credito per la posta viene automaticamente rinnovato, per cui può continuare a giocare sempre, pur sempre in perdita. E' esattamente come se ad un tavolo da poker il perdente, una volta esauriti i soldi per comprare nuove poste, li chiedesse in prestito al vincente. E questo spesso si verifica nelle vere partite di poker. Solo che il vincente fa credito fino ad un certo punto e, soprattutto, poi rivuole i soldi indietro. Se scopre di essere stato preso in giro con garanzie e promesse fasulle, può anche passare alle maniere forti per "fargliela pagare".
Ebbene, l'euro poker funziona grosso modo nella stessa maniera. Il paese perennemente in credito, fino ad un certo punto ha solo accumulato un credito virtuale, pur di non far finire la partita e consentire al perdente di giocare ancora , così pensando di continuare a vincere. Ma da quel certo punto in poi, inizia a dubitare della possibilità di vedere realmente il credito trasformarsi in euro sonanti : ed allora chiede garanzie, piani di rientro (fiscal compact), manovre fiscali da parte del debitore , in grado di convincerlo che esiste la fonte da cui ricavare i soldi necessari a pagare. Ma la richiesta arriva troppo tardi: per eseguirla il debitore deve sprofondare in una depressione auto avvitantesi.
In cosa consiste, allora, la drammatica erroneità del sistema euro-target2?
essendo privato della possibilità di aggiustamenti sui prezzi relativi (tassi di cambio), e soprattutto essendo dotato di un sistema di compensazione crediti-debiti per mantenere inalterate le circolazioni di euro interne dei paesi (quindi non comportando perdite di riserve valutarie - oro- o quant'altro, sostituite da una contabilizzazione virtuale), impedisce a situazioni squilibrate di interrompersi, o almeno di tendere al riequilibrio. Fino a quando non diventa una situazione talmente grande ed insostenibile:
a quel punto però diviene catastrofico il riaggiustamento. E' esattamente come se al tavolo di poker della metafora, il vincitore facesse credito continuo al perdente. Quest'ultimo non sentirebbe bisogno nè di smettere di giocare, nè di cambiare il suo sistema di gioco, nonostante l'evidente risultato negativo. E il vincitore- creditore? attratto dalla possibilità di continuare a giocare ed a vincere, gli dispiace interrompere. Peccato che ciò abbia senso solo se prima o poi il credito possa realmente essere incassato. Altrimenti alla fine avrà giocato per niente,o peggio.
Questa stessa dinamica, pur in assenza di moneta unica e sistema di compensazione ufficiale, è quella da tempo esistente fra USA e Cina. La moneta unica di fatto è il dollaro, perchè i cinesi giocano solo con quella fiche. Ed il sistema target2 viene implementato dalla Banca del Popolo riciclando i dollari incassati dall'avanzo commerciale in cambiali del governo americano e simili. Cioè , fa credito, continuamente , a fronte di interessi solo virtuali, nel senso che vengono pagati alla scadenza con altri dollari a loro volta riciclati in altri bonds, etc.
Entrambe queste situazioni di impedimento del riequilibrio, pur di continuare a giocare, finiranno male. Nei film di cowboys, il creditore ad un certo punto spara al debitore inadempiente, o viceversa (perchè quest'ultimo potrebbe essere più veloce e più forte il momento in cui si passa alla violenza). Grosso modo, finirà così, anche tra paesi.
ps:
Nel caso dell'Europa è poi evidente come avere creato una moneta unica e relativo sistema di compensazione Target2, senza unione economica e politica, equivale ad aver messo il carro davanti ai buoi, con il risultato - ormai sempre più evidente- che i buoi si dividono odiandosi tra loro e comunque tendono ad andarsene per i fatti propri. D'altro canto è impossibile avere una Unione politica tra paesi con lingue diverse. L'unità della lingua è indispensabile: gli Stati uniti d'America, esistono come tali proprio e solo perchè ogni cittadino può spostarsi per migliaia di km. da nord a sud, da est a ovest, senza alcuna difficoltà linguistica. Negli ipotetici Stati Uniti d'Europa ciò è impossibile. Tra l'altro questo significa automaticamente, non solo non poter avere unione politica, ma neanche economica, perchè il fattore base di quest'ultima è il lavoro, e non si può avere un vero mercato unico del lavoro, tra paesi a lingue diverse (oltre a tutto il resto). Oltretutto, non si sono neanche unificati i sistemi tributari, e le spese pubbliche dei vari paesi, ed il fattore capitale non può muoversi liberamente.
Cosa finirà per produrre una moneta unica a compensazione automatica in crediti-debiti, in presenza di paesi così diversi tra loro? disunione politica, divergenza economica e divisione sociale. Cioè esattamente l'opposto, di quello che l'etichetta (Unione) promette ai clienti. E questo è quello che succederà, alla fine.
Naturalmente ci vorrà molto tempo, perchè non siamo in presenza di errori compiuti in buona fede. Siamo in presenza di una manipolazione da parte di una potente oligarchia. E venderanno cara la nostra pelle, prima di rinunciarci.

3/11/2013

prima il cieco o l'orbo?


la notizia di oggi è : dai primi sondaggi in Germania risulta che il neonato partito anti euro potrebbe prendere circa il 25% dei voti. Bene. Vedremo chi per primo tra il cieco tedesco (o nord europeo) e l'orbo italico (o sud europeo), capirà che bisogna uscire non solo dall'euro (e da qualsiasi cambio fisso a riciclaggio dei crediti), bensì anche da questa Unione Europea malfatta , ed invece tornare alla CEE, comunità economica europea tra stati sovrani dotati di moneta e tasso di cambio flessibile. Quest'ultimo infatti non è un capriccio della Natura, bensì l'indispensabile meccanismo necessario ad evitare che gli squilibri si avvitino. I cambi flessibili, non sono la panacea (se un paese consuma più di quanto produce, ed ha una competitività /produttività insufficiente, deve modificare abitudini comportamenti), ma almeno vanno nella direzione di favorire il riequilibrio. Il cambio fisso invece, obbliga il debitore ad indebitarsi sempre più, contabilizzando interessi fittizi che però vengono rinfacciati ai cittadini automaticamente esposti a pressione fiscale crescente; ed obbliga i creditori ad accumulare crediti fittizi, perché inesigibili. La traiettoria è di collisione, per forza. La situazione insostenibile può essere trascinata a lungo, ma alla fine il conto da pagare sarà proporzionalmente maggiore. Resta da vedere chi lo capisce per primo: il debitore tartassato che annuncia il DEFAULT o il creditore preso in giro che non riuscendo a pignorare le proprietà del debitore (in questo caso ad espropriarne del tutto la sovranità nazionale), smette di fare credito (e quindi esce dall'euro che lo costringe automaticamente tramite il TARGET a fare credito).
ps:
è la stessa situazione ,da me descritta da anni, che c'è tra USA e CINA. Gli americani nei panni dei PIIGS ed i cinesi in quelli dei nord europei. L'unica differenza è che gli americani possono emettere la moneta internazionale e sono una potenza militare. Nonostante questo, prima o poi l'insostenibilità arriverà alle inevitabili conseguenze anche per loro.

11/08/2012

Mutazione genetica

Proseguendo sul tema affrontato nella scorsa Nota, e riprendendo concetti da me già espressi da tempo, ritengo sia importante capire la mutazione genetica della moneta e della filosofia sottostante.
Come una cellula divenuta cancerogena, la moneta - da merce tangibile usata per favorire la produzione ed il commercio dei beni e servizi tra gli uomini - si è tramutata in un intangibile atto fiduciario, che ha ucciso il meccanismo auto riequilibrante che consentiva appunto il legame sistemico con produzione e commercio. In un mondo basato su una moneta merce tangibile, ad esempio l'oro, sarebbe impossibile per un paese accumulare indefinitamente un deficit commerciale con il resto del mondo, perchè prima o poi le riserve auree di quel paese finiscono: a quel punto nessuno gli venderebbe merci in cambio di niente, ed il paese in questione sarebbe costretto a ridurre il proprio eccesso di importazioni ed anzi dovrebbe forzarsi a tutti i costi a vendere più di quanto compra per poter ricostituire delle riserve in oro.
Dunque un meccanismo che tende al riequilibrio.
Invece in un mondo basato su una moneta intangibile, il dollaro, è possibile per il paese che lo stampa accumulare indefinitamente un deficit finchè il resto del mondo continua a "fidarsi", essendone incentivato dal meccanismo di "vendor financing", cioè finanziare il proprio cliente, per non perderlo; e poiché in tale logica i dollari accumulati vengono riciclati nel paese d'origine allo scopo di massimizzarne il rendimento, non solo non c'è più il riequilibrio ma anzi si viene ad esaltare lo squilibrio originale(via tassi d'interesse artificialmente bassi, afflussi di capitale, etc.).Il fatto perverso è che l'atto fiduciario dipende soprattutto dalla concezione di interesse proprio di colui che fa fiducia, piuttosto che dal merito dell'affidato.
E qui arriviamo al punto filosofico cruciale.
Dalla "mano invisibile" postulata da Adam Smith - un filosofo morale, del 18mo secolo nella sua monumentale opera La Ricchezza delle Nazioni ("non aspettatevi il buon pane dal buon cuore del fornaio, ma dal suo egoismo.."), per cui il capitalismo basato sulla concorrenza perfetta produceva il benessere generale sfruttando l'interesse individuale - siamo oggi passati alla "mano visibile" di un capitalismo oligopolistico che trasforma l'interesse e l'egoismo individuale in malessere generale. In particolare l'aver reso il prezzo della moneta (il tasso d'interesse) oggetto di decisione dirigistica da parte dell'emittente, un prezzo politico non più soggetto alla legge della domanda e dell'offerta, ha reso antagonisti l'interesse nazionale di breve termine, e l'interesse generale di lungo termine. Basti pensare alle svalutazioni competitive tra monete nazionali in cui tutti fanno a gara a svalutare per esportare di più. Si tengono i tassi d'interesse reali negativi ed il cambio della propria moneta svalutato ritenendo di fare il proprio interesse egoistico nazionale (sostegno alle esportazioni, alla domanda interna,etc.), ma così creando una palese distorsione globale di dimensioni enormi che è contro l'interesse generale: l'azzardo immorale. E' il punto chiave di cui si parla poco o niente (e del resto chi ne dovrebbe parlare? l'industria finanziaria, che ne è la beneficiaria?). Tutto il resto sono manifestazioni in superficie di tale realtà che è nelle viscere profonde del sistema attuale, e di cui un giorno si pagherà il conto (salatissimo). Ad esempio, meno concorrenza, più profitti. Pochi centri di potere internazionale: gestione più semplice ed efficace. Fra un pò arriveremo ad un unica mega banca mondiale. Del resto chiunque , se fosse al vertice della Cupola, cosa preferirebbe? comandare un pugno di potenti capifamiglia, o una gran quantità di cani più o meno sciolti? E' stato così da che mondo e mondo, in varie forme, ma con la medesima sostanza. Perciò il capitalismo liberale, basato sulla concorrenza perfetta e sull'assenza di monopoli ed oligopoli (la miglior invenzione socio economica del pensiero umano), non poteva durare, era un utopia come la Città del Sole di Tommaso Moro. Invece ha trionfato il capitalismo monopolistico a pianificazione centrale, ferreo regime che a seconda dei casi può essere comunista o fascista o mascherato da "democrazia"(il termine più bestemmiato del mondo, dopo Dio) tecnologica, abbagliante come uno spot pubblicitario, per meglio strumentalizzare le masse ignare.
Comunque se questo fosse il modello vincente, più adatto alla specie umana, non ci sarebbe che da prenderne atto. Peccato, però, stia conducendo velocemente il pianeta , concepito come una grande gomma da masticare in cui soffiare veleni di tutti i tipi prodotti da polmoni carichi di egoismo ed avidità illimitati, all'autodistruzione fisica.
PS: volutamente non ho mai citato la "politica" perchè non la vedo neanche come una sovrastruttura di marxiana memoria (troppo onore), bensì più semplicemente come uno zerbino su cui i potentati economici strusciano le scarpe infangate prima di rientrare a casa.

10/25/2012

Deficit e investimenti

Il deficit statale impedisce al settore privato di investire tutto il risparmio che fa. Lo si deduce dalla classica equazone contabile su cui si fonda la macroeconomia. Essa infatti recita che in un sistema economico (ipotizziamo sia il mondo intero, per semplificare , così senza bisogno di considerare i conti con l'estero) il PIL dal punto di vista delle fonti della spesa, si articoli in spesa totale dei consumi finali (C), negli investimenti privati totali (I), nella spesa pubblica totale (G):
PIL = C + I + G
mentre dal punto di vista degli usi delle entrate prodotte vada in consumi (C), risparmi (S), e tasse:
PIL = C + S + T
Algebricamente l'equivalenza sarà quindi:
C + I + G = C + S + T
pertanto si può elidere C da entrambi i lati, e scrivere l'equazione in questo modo
G-T = S-I
signfica che la differenza tra spesa pubblica e tasse (deficit/surplus) è pari alla differenza tra risparmio dei privati e loro investimenti (si noti come in assenza di Stato, il risparmio sarebbe pari all'investimento per definizione). Se ne deduce pertanto che se si aumenta il differnziale a destra dell'equazione (quindi se si aumenta il deficit statale), automaticamente aumenterà il differenziale a sinistra, cioè vi sarà maggior risparmio non investito dai privati. E viceversa se lo Stato crea un surplus ciò consentirà investimenti superiori al risparmio disponibile.

Cosa è auspicabile? qui ciascuno può sbizzarrirsi, chi desidera ridurre gli investimenti privati, preferendo quelli statali gestiti dai politici, si augurerà una situazione di deficit di bilancio. Viceversa chi considera negativo lo spiazzamento dell'economia privata ad opera dello Stato, in altre parole, il maggior peso dello Stato nell'economia, auspicherà una situazione di surplus, che tra l'altro consente facilmente di ridurre le tasse nei momenti in cui serve stimolare l'economia. Se poi si considerano anche i rapporti con l'estero è probabile che in una situazione di deficit del bilancio statale vi sia anche un deficit nella bilancia commerciale, con ciò che ne consegue.
Così stanno le cose, checchè ne dicano i "chartalisti": ripolverando una vecchia teoria del 1895 di Knapp, denominandola paradossalmente "moderna teoria monetaria", vanno leggendo l'equazione sopra esposta in mdo opposto, perchè dicono che il maggior deficit crea un maggior risparmio privato netto(dove netto sta evidentemente per "non investito" da loro), come se fosse positivo il fatto che non viene investito dai privati, ma dai politici. Inoltre non si pongono il problema del finanziamento del deficit, perchè per loro in un regime di moneta a corso forzoso disancorata dall'oro o da altri sottostanti reali, si può finanziare appunto stampando pezzi di carta a volontà. Come se la fiducia nei pezzi di carta da parte degli utenti non possa mai venire meno. la Storia insegna il contrario senza ombra di dubbio.