Speciale limiti allo sviluppo
Voi sapete che la chiave di lettura per seguire gli eventi
geopolitici, da me adottata si basa su una tesi molto semplice. Il
pianeta non è in grado di sopportare 6 miliardi di individui che
avessero il nostro stesso tenore di vita e conseguenti consumi
energetici. Gli occidentali inoltre non sono in grado di sopportare
un abbassamento drastico del loro tenore di vita per consentire al
restante 80% della popolazione mondiale di elevarlo, restando tutti
all'interno dei limiti ecosistemici possibili. Da qui il prevalere
della vecchia legge naturale, la legge del più forte, ed il Disegno
elaborato per mantenere la supremazia occidentale nel mondo
soprattutto in termini di uso delle risorse disponibili.
Goldman Sachs (uno dei cuori pulsanti della finanza occidentale, ben
vicino ai "disegnatori") ha appena pubblicato una ricerca basata
sull'ipotesi che si consentisse invece alle economie emergenti di
proseguire nello sviluppo già iniziato. Alcune conclusioni. Le 4 più
grandi economie emergenti chiamate BRIC (Brasile, Russia, Cina ed
India), quelle sbloccatesi da quando è caduto il comunismo ed è
quindi finita la guerra fredda, potrebbero nel giro di 40 anni
divenire più grandi dell'attuale G7 (USA,Giappone,Germania,
Inghilterra,Francia, Italia e Canada). Attualmente il BRIC è meno
del 15% in rapporto al G7. La Cina come valori assoluti potrebbe
sorpassare la Germania nei prossimi 4 anni, il Giappone entro 11
anni e gli USA in 25 anni. L'India potrebbe divenire economicamente
la terza dopo Cina ed USA nel giro di 30 anni. Nei prossimi 5 anni
il PIL procapite cinese è atteso crescere ad una media dell'11%
all'anno, quello russo del 10%, l'indiano del 7,5% e il brasiliano
del 6,3%. La proiezione equivalente per gli attuali dominanti è
dell'1,7% per gli USA, 0,9% Giappone, 1% Europa. Ma poichè i
dominanti continuano a crescere nella previsione, i loro tenori di
vita diventerebbero molto più alti : le proiezioni al 2050 vedono il
pil procapite americano passare da 40 a 80 mila dollari, quello
inglese da 26mila a 60 mila, quello tedesco da 23mila a 49mila, il
nipponico dal 34mila al 68000. Si parli di valori in termini reali,
quindi significa raddoppio abbondante delle quantità consumate di
energia e materie prime.
Nel frattempo l'India potenzialmente potrebbe mettere a segno la
crescita più veloce nei prossimi 30-50 anni perchè la sua
popolazione è attesa continuare a crescere più delle altre: un
potenziale aumento di 35 volte del reddito procapite. Circa due
terzi dell'incremento dei BRIC verrà dalla crescita reale guidata
dalla produttività e dagli aumenti di popolazione, solo un terzo
dalle migliorate ragioni di scambio (crescita di prezzo delle loro
valute).
Mai prima d'ora , sin dall'inizio della rivoluzione industriale 300
anni fa, vi sono state così tante persone al di fuori
dell'Occidente, pronte e vogliose di competere; mai hanno avuto il
livello di moneta oggi disponibile (pur se ancora frazionale
rispetto a quello occidentale);
mentre gli americani spendono tutto quello che hanno, mediamente i
lavoratori emergenti risparmiano oltre il 20%. Vi sono più ingegneri
a bangalore (India) che in california. Lavorano bene e sono molto
meno cari, si accontentano di sei mila dollari di paga annua, ma
sono innovativi some i loro colleghi americani.Ad esempio, non tutti
sanno che il software per i DVD è stato messo a punto a bangalore
non nella Silicon valley; in soli 7 anni il centro ricerche della
Philips a bangalore ha prodotto 1500 nuove invenzioni. Insomma il
meccanismo è già in azione, e le proiezioni sopra citate partono da
queste basi.
Ma queste proiezioni non considerano i limiti globali allo sviluppo,
come se le fonti di energia e le materie prime fossero infinite. In
realtà la sola motorizzazione degli emergenti spingerà il prezzo
dell'energia al rialzo, impoverendo l'occidente, e soprattutto la
quantità di energia usata avrà pesanti ricadute sull' ecosistema e
sulla temperatura media del pianeta attesa alzarsi di oltre un grado
già nei prossimi dieci anni, il che comporta scioglimento dei
ghiacciai, innalzamento del livello degli oceani, cambiamenti
climatici con avanzamento della desertificazione.
Certo si può sperare in miracolose nuove invenzioni e difese costose
dalle nuove problematiche: ma non vi è dubbio che per gli attuali
dominatori , le cose possono solo cambiare in peggio. Non è dunque
tanto strano che in alcune segrete stanze si brighi per mantenere il
vantaggio accumulato nei secoli e le posizioni dominanti prima che
sia troppo tardi. Il terrorismo islamico, improvvisamente apparso
sulla scena guarda caso dopo la caduta del comunismo, in questa
strategia, è solo strumentale, un diversivo che serve a preparare
l'occidente alla vera guerra prossima ventura, quella con l'oriente
e che vedrà tra le armi principali usate il protezionismo e la
bomba della bolla creditizia mondiale, proprio quella che
commentiamo tutti i giorni.
10/11/2006
10/10/2006
Speciale Oro Segreto
Speciale Oro Segreto
Mi hanno segnlato un libro che non so se verrà mai tradotto in italiano, e
dunque ve ne parlo perchè lo trovo molto interessante. Gli autori sono i coniugi
Seagrave, ed il titolo è :
"Guerrieri dell'oro: il segreto recupero USA dell'oro di Yamashita", copyright
2004 si può vedere su amazon.com
Il libro è la storia dell'oro nascosto nelle Filippine dai giapponesi verso la
fine della seconda guerra mondiale. Ferdinando Marcos, dittatore filippino,
recuperò una parte di questo oro, stimato tra le 200 e le 500 mila tonnellate.
Questa è solo una parte dell'oro nascosto, ed è ufficialmente fuori del sistema
bancario, perchè le leggi internazionali dicono che quanto recuperato a seguito
della seconda guerra mondiale deve essere ritornato alle nazioni originariamente
proprietarie. Per capire di cosa stiamo parlando , ricordo che l'oro ufficiale
nel mondo è stimato essere 145 mila tonnellate, dal World Gold Council.
Naturalmente il WGC spesso mente circa l'ammontare totale dell'oro dato in
leasing dalle banche centrali, sostenendo che si tratta solo di 5mila
tonnellate, ma in ogni caso secondo il GATA non si va oltre le 15 mila
tonnellate. Stiamo quindi parlando di un enorme ammontare. In passato diverse
fonti mi avevano parlato di questo oro non ufficiale di fonte asiatica,
risalente alla fine della seconda guerra mondiale, e nascosto nelle filippine.
Questa inchiesta dei coniugi Seagrave (tra l'altro minacciati di morte), ha
dunque catturato LA MIA ATTENZIONE, E LA STORIA CHE NE VIENE FUORI è
ESTREMAMENTE INTERESSANTE PER CHI CERCA COME NOI DI CAPIRE LA VERITà, CHE NON è
MAI QUELLA UFFICIALE.
"Gold Warriors" racconta come il serio Giappone accumulò questo immenso tesoro
tra il 1895 e il 1945 nonchè le sue collusioni con gli ufficiali americani per
recuperarlo ed usarlo come azione politica segreta: è un viaggio nei recessi più
oscuri della storia e dell'animo umano.
Il libro inizia nel 1895 con il racconto dell'omicidio della regina coreana,
Min, da parte di terroristi che si spacciavano per agenti di affari di aziende
giapponesi. L'abile colpo di stato che ne seguì, fornì ai giapponesi il pretesto
per l'occupazione militare della Corea. La conquista brutale della Corea sarà
solo l'inizio di una seirie di vittorie giapponesi nel far east asiatico nei
seguenti 45 anni. La vittoria successiva avvenne nel 1904 quando il piccolo
Giappone sconfisse la grande Russia e si annesse la Manciuria del sud. La
Manciuria, a differenza della Corea non ha molto oro,ma è ricca di risorse
naturali, ed i giapponesi infatti le sfruttarono per varie decadi, costruendo
anche strade e creando industrie; inoltre lavorarono con i feudatari cinesi
corrotti e con i gangsters associati al partito del Kuomintang di Chiang Kaishek
per trasformare la manciuria in un vasto campo di papaveri. Nel 1937 i
Giapponesi e i loro complici citati erano responsabili del 90% del traffico
mondiale illecito di narcotici. L'imperatore Pu Yi fu ridotto in dipendenza
dalla droga e aprì migliaia di oppierie per inebetire i cinesi. Quando la
sovversione e la propaganda non riuscivano nello scopo, ricorrevano ad atrocità
indicibili. Tra fine 1937 e inizio 1938 i giapponesi fecero fuori 350 mila
civili cinesi e prigionieri di guerra a Nanking.Decine di migliaia di donne e
ragazze fuorno violentate, e molte mutilate o assassinate. Nanking sarà solo
l'inizio di quello che succederà quando il Giappone espanderà il suo impero
includendovi Indocina, Malesia, Taiwan e Filippine.
Raccontando gli orrori di nanking, gli autori introducono principali soggetti
del libro; i soldati giapponesi, i feduatari criminali e gli ufficiali che , dal
dicembre 1941 attaccarono a Pearl harbor e cominciarono la loro ritirata in
Giappone. Un piccolo circolo di persone diviene responsabile della sicurezza di
miliardi di dollari in oro, platino e altri preziosi arraffati dai giapponesi
durante i precedenti 45 anni. I Giapponesi chiamarono questa operazione Golden
Lily (giglio d'oro), ed i Seagreves nominano le persone coinvolte. Il
generale Doihara e Kodama Yoshio top gangster della yahuza (mafia nipponica),
entrambi ben legati alla droga cinese in Manciuria e a Shangai, ad esempio. Ma
il boss supremo di Golden Lily è il principe Chichibu, uno dei tre fratelli
dell'imperatore Hirohito. I primi agenti della Golden Lily furono i Kempeitai
che mossero 6mila tonnellate metriche di oro da Nanking al Giappone durante il
1938. Ma la maggior parte del tesoro fu nascosto nelle filippine dal generale
Yamashita, ed è nelle filippine che gran parte del libro si svolge.
Gli autori, i coniugi Seagreve dicono di essere in pericolo di vita per averlo
scritto, ed è credibile, perchè si tratta di materiale esplosivo: non solo
nominano i nipponici coinvolti singolarmente, ma anche le aziende, inclusa la
Nissan, la Mitsui(che raffinò l'oppio della manciuria in eroina negli anni 30),
la Mitsubishi e la Sumitomo, che hanno usato prigionieri di guerra americani
come schiavi nei loro impianti durante la guerra. Nominano anche gli americani
che hanno lavorato con i nipponici per recuperare il tesoro nascosto DOPO la
seconda guerra. I giapponesi non ebbero il monopolio delle atrocità, ed alcuni
di questi americani hanno cospirato con i nipponici per negare le riparazioni ai
prigionieri di guerra, usati come schiavi sessuali o per lavori forzati, che
riuscirono a sopravvivere.Il lettore impara come membri dell'armata di
occupazione del generale MacArthur, insieme a rappresentanti del governo e delle
banche, furono conniventi, e cercarono di far assolvere le aziende giapponesi, i
criminali di guerra e i trafficanti di droga, molti dei quali diventarono
esponenti del governo post-belllico giapponese. Ma vediamo come gli americani
entrarono in questa storia. Per assicurarsi il suo silenzio, il generale
Yamashita fu impiccato da un tribunale militare nel febbraio 1946, e il suo
braccio destro, Kojima, fu torturato da un filippino, Romana, affinchè
rivelasse dove si trovava il tesoro nascosto. Romana poi guidò il capo della
CIA, Edward Lansdale al tesoro. Lansdale fece un veloce inventario, e per i
successivi 20 anni suprevisionò Romana. Dopodichè l'oro fu spostato attraverso
176 conti in 42 banche di diverse nazioni, per supportare segretamente persone
ed organizzazioni a seconda dei bisogni della CIA. Gli americani videro questi
soldi come un premio di guerra, e ogni presidente americano da Truman a Bush
senior ha usato i proventi per vari scopi.Truman, attraverso vari aiutanti
strettamente in rapporti con Harriman e Rockefeller, impiegò parte dei soldi per
combattere il comunismo. Il Genrale MacArthur, per finanziare la ricostruzione
del giappone. Eisenhowe per creare il partito democratico giapponese nel 1956, e
nel 1960 quando era vice-presidente Nixon si fece finanziare la sua campagna
presidenziale contro Kennedy. Carter, Regan,Clinton e i due Bush tutti hanno
usato proventi di Golden Lily per comprare elezioni in nazioni varie sparse per
il mondo. Recentissimo, nel marzo 2001 Bush ha mandato un commando della Navy
Seal nelle filippine per recuperare un altra porzione dell'oro nascosto dal
generale Yamashita. L'ambasciatore in Gran Bretagna, William Parish, è stato
nominato da Bush manager del suo fondo "cieco" ed ha riciclato privatamente
parte dell'oro sul mercato.
Ma tornando al tesoro, fu suddiviso in 175 lotti e nascosto dentro e fuori
Manila. Il principe Takeda Tsuneyoshy, usando il nome di guerra Kimsu, diede le
mappe al suo aiutante filippino, impegnandolo al segreto, ma gradualmente le
mappe vennero fuori e nel 1971 un cacciatore di tesori, tale Roxas, dissotterrò
diverse barre d'oro ed un Buddha d'oro dal peso di una tonnellata. Voci sul
ritrovamento iniziarono a diffondersi e raggiunsero il presidente filippino
Ferdinando Marcos che fece subito arrestare , torturare e imprigionare Roxas,
ottenendo il Budda d'oro. Marcos da allora ha lavorato con la CIA per anni
usando parte del Golden Lily per supportare la guerra in Vietnam. In cambio gli
fu consentito di vendere oltre un trilione di oro attraverso i brokers
australiani.
Sempre negli anni 70 le voci sull'oro del generale yamashita colpirono
l'immaginazione di altri cercatori di tesori e nel 1975, Robert Curtis
finanziato da Marcos, si mise alla ricerca di altri lotti ma poi fece la fine
di Roxas. Ciò non impedì ad altri di fare lo stesso: a metà anni 80 un gruppo di
ex-Cia organizzò una spedizione ed un membro del team Charles McDougald trovò
325 tonnellate metriche di oro nel 1987.
La parte più interessante del libro concerne il giro "legale" che facevano i
proventi del tesoro. L'imperatore Hirohito ad esempio, usò direttamente Papa
Pio XII affinchè riciclasse i soldi tramite la banca vaticana.In un altro caso
il ministro delle finanze giapponese fornì dei certificati d'oro falsi, appena
diversi dagli ordinari titoli di stato. I Seagreves hanno intervistato persone
coinvolte nel traffico, tra cui dirigenti dell'UBS e della Citibank. Senza
scendere in particolari legali complessi, si ha la descrizione tecnica dei vari
mezzi usati dai banchieri per ricettare l'oro giapponese, del resto gli stessi
usati per l'oro nazista E in tutti i casi il governo USA ha assistito le banche,
rifiutandosi di investigare o ignarando i rquisiti previsti dal Freedom
information Act. Si tenga presente che gli eredi di Roxas, Curtis e Romana hanno
intentato varie cause contro il governo USA, la Citibank e il presidente
Marcos, ma senza esisto.Un certo avvocato Jones è andato alla Swiss Bank di New
York per chiedere alla banca di autentificare un certificato di deposito da 25
milioni da loro emesso e con il sigillo della Fed. Cotton fu subito arrestato
dal servizio segreto e il suo certificato confiscato. Come può una BANCA
SVIZZERA avere un agenzia federale che interviene per lei e confisca una
proprietà privata? Che diritto ha il servizio segreto di arrestare, interrogare,
intimidire e minacciare qualcuno per conto di un banca senza alcun procedimento
legale? la risposta è ovvia: le banche che mantengono l'oro illegale del governo
USA sono sopra la legge . I Seagreves hanno chiesto al dipartimento del tesoro,
alla difesa, e alla Cia i documenti sull'oro di Yamashita nel 1987 ma gli è
stato risposto che queste documentazioni non si possono rilasciare. Durante gli
anni 90 sono risultate poi misteriosamente sparite.
Il libro contiene una quantità di documenti a supporto di ogni cosa viene
raccontata.Insomma una lettura interessante per dare un occhiata al vasto mondo
delle attività fraudolente compiute da governi, banche e spie. Spero di non
avervi annoiato.
Mi hanno segnlato un libro che non so se verrà mai tradotto in italiano, e
dunque ve ne parlo perchè lo trovo molto interessante. Gli autori sono i coniugi
Seagrave, ed il titolo è :
"Guerrieri dell'oro: il segreto recupero USA dell'oro di Yamashita", copyright
2004 si può vedere su amazon.com
Il libro è la storia dell'oro nascosto nelle Filippine dai giapponesi verso la
fine della seconda guerra mondiale. Ferdinando Marcos, dittatore filippino,
recuperò una parte di questo oro, stimato tra le 200 e le 500 mila tonnellate.
Questa è solo una parte dell'oro nascosto, ed è ufficialmente fuori del sistema
bancario, perchè le leggi internazionali dicono che quanto recuperato a seguito
della seconda guerra mondiale deve essere ritornato alle nazioni originariamente
proprietarie. Per capire di cosa stiamo parlando , ricordo che l'oro ufficiale
nel mondo è stimato essere 145 mila tonnellate, dal World Gold Council.
Naturalmente il WGC spesso mente circa l'ammontare totale dell'oro dato in
leasing dalle banche centrali, sostenendo che si tratta solo di 5mila
tonnellate, ma in ogni caso secondo il GATA non si va oltre le 15 mila
tonnellate. Stiamo quindi parlando di un enorme ammontare. In passato diverse
fonti mi avevano parlato di questo oro non ufficiale di fonte asiatica,
risalente alla fine della seconda guerra mondiale, e nascosto nelle filippine.
Questa inchiesta dei coniugi Seagrave (tra l'altro minacciati di morte), ha
dunque catturato LA MIA ATTENZIONE, E LA STORIA CHE NE VIENE FUORI è
ESTREMAMENTE INTERESSANTE PER CHI CERCA COME NOI DI CAPIRE LA VERITà, CHE NON è
MAI QUELLA UFFICIALE.
"Gold Warriors" racconta come il serio Giappone accumulò questo immenso tesoro
tra il 1895 e il 1945 nonchè le sue collusioni con gli ufficiali americani per
recuperarlo ed usarlo come azione politica segreta: è un viaggio nei recessi più
oscuri della storia e dell'animo umano.
Il libro inizia nel 1895 con il racconto dell'omicidio della regina coreana,
Min, da parte di terroristi che si spacciavano per agenti di affari di aziende
giapponesi. L'abile colpo di stato che ne seguì, fornì ai giapponesi il pretesto
per l'occupazione militare della Corea. La conquista brutale della Corea sarà
solo l'inizio di una seirie di vittorie giapponesi nel far east asiatico nei
seguenti 45 anni. La vittoria successiva avvenne nel 1904 quando il piccolo
Giappone sconfisse la grande Russia e si annesse la Manciuria del sud. La
Manciuria, a differenza della Corea non ha molto oro,ma è ricca di risorse
naturali, ed i giapponesi infatti le sfruttarono per varie decadi, costruendo
anche strade e creando industrie; inoltre lavorarono con i feudatari cinesi
corrotti e con i gangsters associati al partito del Kuomintang di Chiang Kaishek
per trasformare la manciuria in un vasto campo di papaveri. Nel 1937 i
Giapponesi e i loro complici citati erano responsabili del 90% del traffico
mondiale illecito di narcotici. L'imperatore Pu Yi fu ridotto in dipendenza
dalla droga e aprì migliaia di oppierie per inebetire i cinesi. Quando la
sovversione e la propaganda non riuscivano nello scopo, ricorrevano ad atrocità
indicibili. Tra fine 1937 e inizio 1938 i giapponesi fecero fuori 350 mila
civili cinesi e prigionieri di guerra a Nanking.Decine di migliaia di donne e
ragazze fuorno violentate, e molte mutilate o assassinate. Nanking sarà solo
l'inizio di quello che succederà quando il Giappone espanderà il suo impero
includendovi Indocina, Malesia, Taiwan e Filippine.
Raccontando gli orrori di nanking, gli autori introducono principali soggetti
del libro; i soldati giapponesi, i feduatari criminali e gli ufficiali che , dal
dicembre 1941 attaccarono a Pearl harbor e cominciarono la loro ritirata in
Giappone. Un piccolo circolo di persone diviene responsabile della sicurezza di
miliardi di dollari in oro, platino e altri preziosi arraffati dai giapponesi
durante i precedenti 45 anni. I Giapponesi chiamarono questa operazione Golden
Lily (giglio d'oro), ed i Seagreves nominano le persone coinvolte. Il
generale Doihara e Kodama Yoshio top gangster della yahuza (mafia nipponica),
entrambi ben legati alla droga cinese in Manciuria e a Shangai, ad esempio. Ma
il boss supremo di Golden Lily è il principe Chichibu, uno dei tre fratelli
dell'imperatore Hirohito. I primi agenti della Golden Lily furono i Kempeitai
che mossero 6mila tonnellate metriche di oro da Nanking al Giappone durante il
1938. Ma la maggior parte del tesoro fu nascosto nelle filippine dal generale
Yamashita, ed è nelle filippine che gran parte del libro si svolge.
Gli autori, i coniugi Seagreve dicono di essere in pericolo di vita per averlo
scritto, ed è credibile, perchè si tratta di materiale esplosivo: non solo
nominano i nipponici coinvolti singolarmente, ma anche le aziende, inclusa la
Nissan, la Mitsui(che raffinò l'oppio della manciuria in eroina negli anni 30),
la Mitsubishi e la Sumitomo, che hanno usato prigionieri di guerra americani
come schiavi nei loro impianti durante la guerra. Nominano anche gli americani
che hanno lavorato con i nipponici per recuperare il tesoro nascosto DOPO la
seconda guerra. I giapponesi non ebbero il monopolio delle atrocità, ed alcuni
di questi americani hanno cospirato con i nipponici per negare le riparazioni ai
prigionieri di guerra, usati come schiavi sessuali o per lavori forzati, che
riuscirono a sopravvivere.Il lettore impara come membri dell'armata di
occupazione del generale MacArthur, insieme a rappresentanti del governo e delle
banche, furono conniventi, e cercarono di far assolvere le aziende giapponesi, i
criminali di guerra e i trafficanti di droga, molti dei quali diventarono
esponenti del governo post-belllico giapponese. Ma vediamo come gli americani
entrarono in questa storia. Per assicurarsi il suo silenzio, il generale
Yamashita fu impiccato da un tribunale militare nel febbraio 1946, e il suo
braccio destro, Kojima, fu torturato da un filippino, Romana, affinchè
rivelasse dove si trovava il tesoro nascosto. Romana poi guidò il capo della
CIA, Edward Lansdale al tesoro. Lansdale fece un veloce inventario, e per i
successivi 20 anni suprevisionò Romana. Dopodichè l'oro fu spostato attraverso
176 conti in 42 banche di diverse nazioni, per supportare segretamente persone
ed organizzazioni a seconda dei bisogni della CIA. Gli americani videro questi
soldi come un premio di guerra, e ogni presidente americano da Truman a Bush
senior ha usato i proventi per vari scopi.Truman, attraverso vari aiutanti
strettamente in rapporti con Harriman e Rockefeller, impiegò parte dei soldi per
combattere il comunismo. Il Genrale MacArthur, per finanziare la ricostruzione
del giappone. Eisenhowe per creare il partito democratico giapponese nel 1956, e
nel 1960 quando era vice-presidente Nixon si fece finanziare la sua campagna
presidenziale contro Kennedy. Carter, Regan,Clinton e i due Bush tutti hanno
usato proventi di Golden Lily per comprare elezioni in nazioni varie sparse per
il mondo. Recentissimo, nel marzo 2001 Bush ha mandato un commando della Navy
Seal nelle filippine per recuperare un altra porzione dell'oro nascosto dal
generale Yamashita. L'ambasciatore in Gran Bretagna, William Parish, è stato
nominato da Bush manager del suo fondo "cieco" ed ha riciclato privatamente
parte dell'oro sul mercato.
Ma tornando al tesoro, fu suddiviso in 175 lotti e nascosto dentro e fuori
Manila. Il principe Takeda Tsuneyoshy, usando il nome di guerra Kimsu, diede le
mappe al suo aiutante filippino, impegnandolo al segreto, ma gradualmente le
mappe vennero fuori e nel 1971 un cacciatore di tesori, tale Roxas, dissotterrò
diverse barre d'oro ed un Buddha d'oro dal peso di una tonnellata. Voci sul
ritrovamento iniziarono a diffondersi e raggiunsero il presidente filippino
Ferdinando Marcos che fece subito arrestare , torturare e imprigionare Roxas,
ottenendo il Budda d'oro. Marcos da allora ha lavorato con la CIA per anni
usando parte del Golden Lily per supportare la guerra in Vietnam. In cambio gli
fu consentito di vendere oltre un trilione di oro attraverso i brokers
australiani.
Sempre negli anni 70 le voci sull'oro del generale yamashita colpirono
l'immaginazione di altri cercatori di tesori e nel 1975, Robert Curtis
finanziato da Marcos, si mise alla ricerca di altri lotti ma poi fece la fine
di Roxas. Ciò non impedì ad altri di fare lo stesso: a metà anni 80 un gruppo di
ex-Cia organizzò una spedizione ed un membro del team Charles McDougald trovò
325 tonnellate metriche di oro nel 1987.
La parte più interessante del libro concerne il giro "legale" che facevano i
proventi del tesoro. L'imperatore Hirohito ad esempio, usò direttamente Papa
Pio XII affinchè riciclasse i soldi tramite la banca vaticana.In un altro caso
il ministro delle finanze giapponese fornì dei certificati d'oro falsi, appena
diversi dagli ordinari titoli di stato. I Seagreves hanno intervistato persone
coinvolte nel traffico, tra cui dirigenti dell'UBS e della Citibank. Senza
scendere in particolari legali complessi, si ha la descrizione tecnica dei vari
mezzi usati dai banchieri per ricettare l'oro giapponese, del resto gli stessi
usati per l'oro nazista E in tutti i casi il governo USA ha assistito le banche,
rifiutandosi di investigare o ignarando i rquisiti previsti dal Freedom
information Act. Si tenga presente che gli eredi di Roxas, Curtis e Romana hanno
intentato varie cause contro il governo USA, la Citibank e il presidente
Marcos, ma senza esisto.Un certo avvocato Jones è andato alla Swiss Bank di New
York per chiedere alla banca di autentificare un certificato di deposito da 25
milioni da loro emesso e con il sigillo della Fed. Cotton fu subito arrestato
dal servizio segreto e il suo certificato confiscato. Come può una BANCA
SVIZZERA avere un agenzia federale che interviene per lei e confisca una
proprietà privata? Che diritto ha il servizio segreto di arrestare, interrogare,
intimidire e minacciare qualcuno per conto di un banca senza alcun procedimento
legale? la risposta è ovvia: le banche che mantengono l'oro illegale del governo
USA sono sopra la legge . I Seagreves hanno chiesto al dipartimento del tesoro,
alla difesa, e alla Cia i documenti sull'oro di Yamashita nel 1987 ma gli è
stato risposto che queste documentazioni non si possono rilasciare. Durante gli
anni 90 sono risultate poi misteriosamente sparite.
Il libro contiene una quantità di documenti a supporto di ogni cosa viene
raccontata.Insomma una lettura interessante per dare un occhiata al vasto mondo
delle attività fraudolente compiute da governi, banche e spie. Spero di non
avervi annoiato.
10/09/2006
Speciale Oresmo
Nulla di nuovo sotto al sole economico. Vi sono sempre stati governi, tasse,
monete, debiti e prestiti, e banchieri ebrei. Ho appena letto un saggio su
Nicola Oresmo ed il primo trattato monetario. Nicola Oresmo nacque nel 1320 in
Francia. Nel 1355 scrisse un trattato sull'etica e l'economia della produzione
monetaria, con il titolo "Trattato sulle origini, natura, leggi e alterazioni
della moneta". Oggi lo potremmo tradurre più semplicemente con "Trattato
sull'Inflazione".
Già all'epoca dunque Oresmo scriveva che il governo manipola la moneta per
creare inflazione, e concludeva che si trattava di una politica realmente
anti-sociale, perchè non utile alla comunità, bensì solo ad alcuni suoi membri
che a spese degli altri ne benficiano, e dunque mette gli uni contro gli altri.
Come in un gioco a somma zero, a fronte di qualche vincitore ci sono degli
sconfitti, trattandosi di un sistema occulto di trasferimento di risorse. I
benefici sono evidenti per chi si ritrova più ricco; ma le perdite son in
qualche modo più opache: il povero, ad esempio, che non ha soldi nè all'inizio
nè alla fine dell'inflazione, potrebbe pensare di non aver perso niente. In
realtà perde anche lui, perchè ciò che potrà comprare con una sua ora di lavoro,
sarà inferiore.
E la classe media? inizialmente potrebbe restare non toccata dall'inflazione,
nella misura in cui i suoi stipendi salissero in linea con l'inflazione.Ma ciò è
molto difficile che avvenga anche in un sistema indicizzato, per cui
inesorabilmente il suo tenore di vita declina.
Mentre il valore della moneta scende per tutti, c'è qualcuno che però vede
aumentarne la quantitàa sua disposzione in misura più che proporzionale. Oresmo
scriveva che l'inflazione invariabilmente provoca disagio sociale; già nel 1355
aveva chiaro che vi è più disagio sociale quando le persone divengono più povere
a causa dei prezzi più alti. Ed aveva anche chiaro che ciò si verificava quando
la quantità di moneta in circolazione aumentava ad una velocità superiore a
quella dei beni disponibili. Oresmo pertanto proponeva di ridurre la quanità di
moneta per abbassare i prezzi.
Ora provate a seguirmi, visto che apparentemente sono una delle poche persone
che accetta di ragionare come Oresmo. Allora, se abbiamo una minore quanità di
moneta, i prezzi andranno giù prima o poi. Così quel 25% di popolazione che
possiamo definire povera (sotto i 18 mila euro annui di reddito
nominale)verrebbe ad avere un tenore di vita crescente, divenendo quindi sempre
meno povera.Semplice , no? Altro che diminuire le tasse, cosa di cui può
beneficiarne solo chi è già ricco. Se si volesse realmente favorire i ceti
sociali più deboli e poveri, basterebbe dimuinire i prezzi, e ciò si ottiene
riducendo la moneta disponibile. Perchè non si fa? la risposta è semplice,
semplice: quel qualcuno che guadagna dall'inflazione, ci perderebbe. E questo
qualcuno è molto più influente dei poveri. Primo fra tutti, il governo nella
misura in cui è indebitato. Si può mai immaginare un governo che faccia una
politica economica che abbassi i prezzi, così rendendo più alto il peso reale
dei suoi debiti? In teoria lo si potrebbe immaginare, in fondo al governo
dovrebbero esserci gli eltti dal popolo, e potrebbero anche voler fare
l'interesse di quest'ultimo; peccato però che al governo ci vada solo chi ha già
i soldi, o chi è finanziato da chi ha i soldi (che di norma ha quindi anche
debiti, sui quali prospera). Vi siete mai chiesti come sia possibile, che
aziende di pubblica utilità, ad esempio in Italia, Enel, Telecom, etc. siano
piene di debiti?
Oresmo si riferiva ai monarchi della sua epoca, dicendo che la loro avidità era
la causa prima dell'inflazione; e che una volta caduto in tentazione il re non
avrebbe saputo resistere, anche a costo di passare per tiranno. Ed infatti nella
Storia, i poveri si sono ribellati quando costretti alla fame dai tiranni che
esageravano (fu la mancanza di pane a provare la presa della Bastiglia).
Quello che Oresmo NON poteva scrivere, perchè il concetto di banca centrale non
era stato ancora inventato, era che i banchieri sono coloro che guadagnano di
più dall'inflazione, spesso più dei governi. Un sistema bancario basato sulla
riserva frazionale (la riserva obbligatoria che è una piccola percentuale dei
loro debiti), porta sempre alla spoliazione dei poveri. Che cosa è la FED se non
un altra banca privata, con enormi poteri per arricchire se stessa controllando
altre banche, tramite il sistema della riserva frazionale? Se Oresmo fosse
vissuto oggi, avrebbe probabilmente definito il nostro sistema monetario , un
sistema tirannico. E sarebbe stato appropriato, perchè - a differenza dei
governi che possono ammantarsi del velo democratico solo perchè ogni 4-5 anni si
sottopongono al rito elettorale, più o meno fittizio - i banchieri centrali non
hanno neanche questa parvenza e di norma si piazzano lì a vita, anche se come
Greenspan formalmente scadono ogni 4 anni, ma poi vengono puntualmente
riconfermati quale che sia il governo e possono durare ben 20 e passa anni! Sono loro i novelli tiranni, direbbe Oresmo.
Nulla di nuovo sotto al sole economico. Vi sono sempre stati governi, tasse,
monete, debiti e prestiti, e banchieri ebrei. Ho appena letto un saggio su
Nicola Oresmo ed il primo trattato monetario. Nicola Oresmo nacque nel 1320 in
Francia. Nel 1355 scrisse un trattato sull'etica e l'economia della produzione
monetaria, con il titolo "Trattato sulle origini, natura, leggi e alterazioni
della moneta". Oggi lo potremmo tradurre più semplicemente con "Trattato
sull'Inflazione".
Già all'epoca dunque Oresmo scriveva che il governo manipola la moneta per
creare inflazione, e concludeva che si trattava di una politica realmente
anti-sociale, perchè non utile alla comunità, bensì solo ad alcuni suoi membri
che a spese degli altri ne benficiano, e dunque mette gli uni contro gli altri.
Come in un gioco a somma zero, a fronte di qualche vincitore ci sono degli
sconfitti, trattandosi di un sistema occulto di trasferimento di risorse. I
benefici sono evidenti per chi si ritrova più ricco; ma le perdite son in
qualche modo più opache: il povero, ad esempio, che non ha soldi nè all'inizio
nè alla fine dell'inflazione, potrebbe pensare di non aver perso niente. In
realtà perde anche lui, perchè ciò che potrà comprare con una sua ora di lavoro,
sarà inferiore.
E la classe media? inizialmente potrebbe restare non toccata dall'inflazione,
nella misura in cui i suoi stipendi salissero in linea con l'inflazione.Ma ciò è
molto difficile che avvenga anche in un sistema indicizzato, per cui
inesorabilmente il suo tenore di vita declina.
Mentre il valore della moneta scende per tutti, c'è qualcuno che però vede
aumentarne la quantitàa sua disposzione in misura più che proporzionale. Oresmo
scriveva che l'inflazione invariabilmente provoca disagio sociale; già nel 1355
aveva chiaro che vi è più disagio sociale quando le persone divengono più povere
a causa dei prezzi più alti. Ed aveva anche chiaro che ciò si verificava quando
la quantità di moneta in circolazione aumentava ad una velocità superiore a
quella dei beni disponibili. Oresmo pertanto proponeva di ridurre la quanità di
moneta per abbassare i prezzi.
Ora provate a seguirmi, visto che apparentemente sono una delle poche persone
che accetta di ragionare come Oresmo. Allora, se abbiamo una minore quanità di
moneta, i prezzi andranno giù prima o poi. Così quel 25% di popolazione che
possiamo definire povera (sotto i 18 mila euro annui di reddito
nominale)verrebbe ad avere un tenore di vita crescente, divenendo quindi sempre
meno povera.Semplice , no? Altro che diminuire le tasse, cosa di cui può
beneficiarne solo chi è già ricco. Se si volesse realmente favorire i ceti
sociali più deboli e poveri, basterebbe dimuinire i prezzi, e ciò si ottiene
riducendo la moneta disponibile. Perchè non si fa? la risposta è semplice,
semplice: quel qualcuno che guadagna dall'inflazione, ci perderebbe. E questo
qualcuno è molto più influente dei poveri. Primo fra tutti, il governo nella
misura in cui è indebitato. Si può mai immaginare un governo che faccia una
politica economica che abbassi i prezzi, così rendendo più alto il peso reale
dei suoi debiti? In teoria lo si potrebbe immaginare, in fondo al governo
dovrebbero esserci gli eltti dal popolo, e potrebbero anche voler fare
l'interesse di quest'ultimo; peccato però che al governo ci vada solo chi ha già
i soldi, o chi è finanziato da chi ha i soldi (che di norma ha quindi anche
debiti, sui quali prospera). Vi siete mai chiesti come sia possibile, che
aziende di pubblica utilità, ad esempio in Italia, Enel, Telecom, etc. siano
piene di debiti?
Oresmo si riferiva ai monarchi della sua epoca, dicendo che la loro avidità era
la causa prima dell'inflazione; e che una volta caduto in tentazione il re non
avrebbe saputo resistere, anche a costo di passare per tiranno. Ed infatti nella
Storia, i poveri si sono ribellati quando costretti alla fame dai tiranni che
esageravano (fu la mancanza di pane a provare la presa della Bastiglia).
Quello che Oresmo NON poteva scrivere, perchè il concetto di banca centrale non
era stato ancora inventato, era che i banchieri sono coloro che guadagnano di
più dall'inflazione, spesso più dei governi. Un sistema bancario basato sulla
riserva frazionale (la riserva obbligatoria che è una piccola percentuale dei
loro debiti), porta sempre alla spoliazione dei poveri. Che cosa è la FED se non
un altra banca privata, con enormi poteri per arricchire se stessa controllando
altre banche, tramite il sistema della riserva frazionale? Se Oresmo fosse
vissuto oggi, avrebbe probabilmente definito il nostro sistema monetario , un
sistema tirannico. E sarebbe stato appropriato, perchè - a differenza dei
governi che possono ammantarsi del velo democratico solo perchè ogni 4-5 anni si
sottopongono al rito elettorale, più o meno fittizio - i banchieri centrali non
hanno neanche questa parvenza e di norma si piazzano lì a vita, anche se come
Greenspan formalmente scadono ogni 4 anni, ma poi vengono puntualmente
riconfermati quale che sia il governo e possono durare ben 20 e passa anni! Sono loro i novelli tiranni, direbbe Oresmo.
10/07/2006
Speciale Clowns
Speciale Clowns
Più che uno Speciale sono considerazioni sparse, "tristi" e rassegnate, che vengono in mente a furia di sorbirsi lo spettacolo. Anche l'economia è stata definita la "scienza triste", ma non è vero: non perchè non sia triste, bensì perchè non è una scienza. Nel migliore dei casi è puro voyerismo: guarda in tasca alla gente, cercando di vedere come spende e come investe; nel peggiore dei casi è una pomposa teorizzazione su come ottenere che le persone si comportino come vogliono i potenti.
Non credo siate interessati alla teoria economica, ma è difficile resistere a una buona commedia. Infatti conviene guardare economisti e politici nello stesso modo in cui i bambini guardano i clowns, aspettando di vedere le torte che si prendono in faccia. Comunque quello che è divertente è anche istruttivo. In fondo i clowns non sono pure loro persone? non fanno parte della vita umana, dell'organizzazione e dell'economia degli uomini? ognuno di loro è guidato dagli stessi motori che spingono tutti: potere, gloria, soldi. Ma come ottenerli? Non possiamo guardare politici ed economisti ed imparare qualcosa su noi stessi?
Una delle molte vanità di politici ed economisti è quella di sentirsi in qualche modo fuori dell'ordinario. Presumono di essere superiori, e dichiarano di non avere altra ambizione che quella di rendere il mondo un luogo migliore. Non si ubriacano , nè false testimonianze attraversano le loro labbra. Non sono interessati ai guadagni materiali, se non per il miglioramento dell'umanità. Fanno leggi, attivano codici e regolamenti, come se fossero i padroni dell'intera razza umana, piuttosto che semplici parti della medesima. Poichè navigano al di sopra della massa, non sono soggetti alle normali tentazioni. Il resto di noi passa la propria vita lottando per il profitto, per lo status, per l'orgoglio, per l'amore, e ama il denaro come un procione in cerca di un secchio della spazzatura senza coperchio.Questo è il motivo per cui la stampa ama le storie di gossip, e dei politci colti in castagna: a chi non piace vedere l'ipocrisia rivelata in pubblico? quando il Re viene colto con i pantaloni abbassati, restiamo a bocca aperta e vediamo che è umano proprio come tutti noi.
Ci sono i leaders! i pensatori! i teorici con i loro "ismi" e con le loro trappole per topi pronte anche a darci un senso dello scopo morale. Abolire la povertà, Esportare la democrazia! dobbiamo realizzare il nostro destino e fornire libertà, piena occupazione, salari minimi, etc.
Poco meno di un secolo fa John Maynard keynes tirò fuori una nuova idea sull'economia, che i politici amarono subito: spiegava come potersi immischiare negli affari privati su grande scala, e - naturalmente - migliorare le cose. Keynes sosteneva che un governo può far uscire fuori dalla recessione rendendo disponibile più credito e spendendo al posto di consumatori ed investitori. Arrivò a suggerire di nascondere bottiglie piene di soldi nelle città, affichè chi le trovasse potesse spenderli a suo piacimento: avrebbero risollevato l'economia. L'idea prese piede. Subito frotte di economisti consigliarono i principali governi in tal senso. A nessuno sembrò il caso di distrurbare ipotizzando che fosse una frode. Da dove viene questa moneta da spendere? e spenderla sostituendosi ai cittadini, è bene? Per i politici fu un bengodì, trovarono la strada chiamata appunto "politica" per sostituire quella "economica".
Gli economisti vogliono quello che ogni altro vuole: potere, prestigio, donne(eccetto per Keynes che preferiva gli uomini). E vi sono solo due modi per ottenere ciò che si vuole nella vita: quello onesto e quello disonesto, vi sono mezzi politici e mezzi economici; vi è la persuasione e vi è la forza, ci sono i modi civili e quelli barbari. L'economista è un voyeur inoffensivo quando si limita a guardare nelle tasche altrui; ma quando vuole che la gente faccia ciò che lui vuole - sia offrendogli moneta non propria, sia defraudandolo con tassi d'interesse artificialmente bassi, o stampando moneta che non ha dietro alcun valore reale (come l'oro) - allora l'economista passa nel lato oscuro: usa mezzi politici per ottenere ciò che vuole, il voyer diviene uno stupratore.
Se un assemblea potesse fare ricca la gente semplicemente legiferando, saremmo tutti miliardari, perchè di leggi ne sono state fatte talmente tante che anche solo per pura coincidenza tale legge miracolosa sarebbe stata trovata.
Purtroppo invece di renderci più ricchi, le leggi ci fanno più poveri, ogni volta che i mezzi politici sono usati per interferire con il privato. Faccio un esempio: un uomo coltiva patate; un altro fa scarpe. Il primo va dal secondo per comprare un paio di scarpe, i due si mettono d'accordo: due sacchi di patate contro un paio di scarpe. Poi arriva il legislatore e dice che in realtà lo scambio deve essere di tre sacchi di patate, perchè uno va in tasse e se lo prende lui. Poi seguendo le altre leggi, il calzolaio deve mettere un sistema di allarme nel suo negozio, e pagare al suo aiutante un salario minimo, e compilare tutta una serie di formulari governativi ciascuno per il più lodevole degli scopi. A quel punto però ci vogliono sette sacchi di patate, che è l'equivalente dei due sacchi originari più le tasse più tutti i costi aggiuntivi che il legislatore gli ha procurato.No grazie, dice il coltivatore di patate, preferisco andare scalzo.
Gli economisti dicono, al coltivatore serve più moneta! La quantità di moneta offerta non ha tenuto il passo con lo sviluppo, dicono; perciò è stata creata la Banca centrale, in modo da stampare quando serve. L'oro è piacevole ma è anti-sociale! Resiste ai nuovi "ismi" e punta i piedi di fronte al moltiplicarsi di nuovi programmi da finanziare. Meglio una fonte di finanziamento pubblico, flessibile,espandibile, illimitata, una moneta politica che lavora.
Risultato: oggi un oncia d'oro compra grosso modo quello che comprava un secolo fa, mentre un dollaro, compra appena il 5%, altrimenti come si sarebbe fatto a finanziare le guerre mondiali, il new deal, la guerra fredda, il vietnam, la nuova frontiera, la guerrra al terrorismo, l'invasione dell'iraq....la lista è lunga.
Ma tutto ciò è stato fatto da persone, animate da buone intenzioni! Purtroppo queste intenzioni non solo hanno lastricato la strada per l'inferno, addirittura l'hanno asfaltata, e non c'è stato modo di fermarsi una volta avviati.Gli USA proprio adesso stanno scivolando inesorabilmente verso qualche sorta di inferno. Mezzo secolo di propaganda ha prodotto una nazione che è pronta a credere a qualsiasi cosa, purchè le promettano di divenire più ricchi. Saranno molto delusi quando scopriranno che tutti i mezzi politici su cui hanno fatto affidamento (i debiti, le leggi, i regolamenti, le guerre) li hanno in realtà resi più poveri. In quel momento ci sarà bisogno di prigioni capienti....
Marco Aurelio diceva " nulla in natura è diavolo". E' vero, anche Adolf Hitler era un uomo, parte della natura, e l'impero del male non è stato creato da uomini che come politici ed economisti hanno seguito i loro impulsi naturali? Adolf può avere esagerato e sbagliato, ma dal suo punto di vista lo ha fatto con le migliori intenzioni: pensava di costruire un mondo migliore,dominato dalla razza ariana, ed aveva la capacità di esporre le sue "ragioni"; poteva argomentare per un giorno intero "provando" che il suo piano era il migliore; e il popolo tedesco gli aveva dato il potere di eliminare fisicamente chi non fosse d'accordo.Infatti C'ERANO SOLIDI ARGOMENTI SUL FRONTE OPPOSTO. La brava gente che cosa doveva fare? e più in generale, su ogni posizione vi sono fronti contrapposti, uno convincente, l'altro persuasivo.Pensate a quanto possono argomentare un greenspan o un berlusconi: fiumi di parole....che due tra i più attuali clowns ognuno nel suo genere e nella sua sfera d'azione, possono riversare quotidianamente, e la brava gente che deve fare?
Ama l'uomo, odia il peccato: così dicono i battisti. Condivisibile, non serve odiare Adolf, Alan,Silvio, etc... o qualcun altro delle migliaia di clowns che ci divertono, annoiano, derubano, o ci uccidono. Anche loro sono creature, come tutti noi, quello che hanno fatto e fanno di sbagliato è ricorrere a mezzi politici per ottenere ciò che vogliono.
Non odiamoli, solo speriamo che alla fine abbiano ciò che meritano.
Più che uno Speciale sono considerazioni sparse, "tristi" e rassegnate, che vengono in mente a furia di sorbirsi lo spettacolo. Anche l'economia è stata definita la "scienza triste", ma non è vero: non perchè non sia triste, bensì perchè non è una scienza. Nel migliore dei casi è puro voyerismo: guarda in tasca alla gente, cercando di vedere come spende e come investe; nel peggiore dei casi è una pomposa teorizzazione su come ottenere che le persone si comportino come vogliono i potenti.
Non credo siate interessati alla teoria economica, ma è difficile resistere a una buona commedia. Infatti conviene guardare economisti e politici nello stesso modo in cui i bambini guardano i clowns, aspettando di vedere le torte che si prendono in faccia. Comunque quello che è divertente è anche istruttivo. In fondo i clowns non sono pure loro persone? non fanno parte della vita umana, dell'organizzazione e dell'economia degli uomini? ognuno di loro è guidato dagli stessi motori che spingono tutti: potere, gloria, soldi. Ma come ottenerli? Non possiamo guardare politici ed economisti ed imparare qualcosa su noi stessi?
Una delle molte vanità di politici ed economisti è quella di sentirsi in qualche modo fuori dell'ordinario. Presumono di essere superiori, e dichiarano di non avere altra ambizione che quella di rendere il mondo un luogo migliore. Non si ubriacano , nè false testimonianze attraversano le loro labbra. Non sono interessati ai guadagni materiali, se non per il miglioramento dell'umanità. Fanno leggi, attivano codici e regolamenti, come se fossero i padroni dell'intera razza umana, piuttosto che semplici parti della medesima. Poichè navigano al di sopra della massa, non sono soggetti alle normali tentazioni. Il resto di noi passa la propria vita lottando per il profitto, per lo status, per l'orgoglio, per l'amore, e ama il denaro come un procione in cerca di un secchio della spazzatura senza coperchio.Questo è il motivo per cui la stampa ama le storie di gossip, e dei politci colti in castagna: a chi non piace vedere l'ipocrisia rivelata in pubblico? quando il Re viene colto con i pantaloni abbassati, restiamo a bocca aperta e vediamo che è umano proprio come tutti noi.
Ci sono i leaders! i pensatori! i teorici con i loro "ismi" e con le loro trappole per topi pronte anche a darci un senso dello scopo morale. Abolire la povertà, Esportare la democrazia! dobbiamo realizzare il nostro destino e fornire libertà, piena occupazione, salari minimi, etc.
Poco meno di un secolo fa John Maynard keynes tirò fuori una nuova idea sull'economia, che i politici amarono subito: spiegava come potersi immischiare negli affari privati su grande scala, e - naturalmente - migliorare le cose. Keynes sosteneva che un governo può far uscire fuori dalla recessione rendendo disponibile più credito e spendendo al posto di consumatori ed investitori. Arrivò a suggerire di nascondere bottiglie piene di soldi nelle città, affichè chi le trovasse potesse spenderli a suo piacimento: avrebbero risollevato l'economia. L'idea prese piede. Subito frotte di economisti consigliarono i principali governi in tal senso. A nessuno sembrò il caso di distrurbare ipotizzando che fosse una frode. Da dove viene questa moneta da spendere? e spenderla sostituendosi ai cittadini, è bene? Per i politici fu un bengodì, trovarono la strada chiamata appunto "politica" per sostituire quella "economica".
Gli economisti vogliono quello che ogni altro vuole: potere, prestigio, donne(eccetto per Keynes che preferiva gli uomini). E vi sono solo due modi per ottenere ciò che si vuole nella vita: quello onesto e quello disonesto, vi sono mezzi politici e mezzi economici; vi è la persuasione e vi è la forza, ci sono i modi civili e quelli barbari. L'economista è un voyeur inoffensivo quando si limita a guardare nelle tasche altrui; ma quando vuole che la gente faccia ciò che lui vuole - sia offrendogli moneta non propria, sia defraudandolo con tassi d'interesse artificialmente bassi, o stampando moneta che non ha dietro alcun valore reale (come l'oro) - allora l'economista passa nel lato oscuro: usa mezzi politici per ottenere ciò che vuole, il voyer diviene uno stupratore.
Se un assemblea potesse fare ricca la gente semplicemente legiferando, saremmo tutti miliardari, perchè di leggi ne sono state fatte talmente tante che anche solo per pura coincidenza tale legge miracolosa sarebbe stata trovata.
Purtroppo invece di renderci più ricchi, le leggi ci fanno più poveri, ogni volta che i mezzi politici sono usati per interferire con il privato. Faccio un esempio: un uomo coltiva patate; un altro fa scarpe. Il primo va dal secondo per comprare un paio di scarpe, i due si mettono d'accordo: due sacchi di patate contro un paio di scarpe. Poi arriva il legislatore e dice che in realtà lo scambio deve essere di tre sacchi di patate, perchè uno va in tasse e se lo prende lui. Poi seguendo le altre leggi, il calzolaio deve mettere un sistema di allarme nel suo negozio, e pagare al suo aiutante un salario minimo, e compilare tutta una serie di formulari governativi ciascuno per il più lodevole degli scopi. A quel punto però ci vogliono sette sacchi di patate, che è l'equivalente dei due sacchi originari più le tasse più tutti i costi aggiuntivi che il legislatore gli ha procurato.No grazie, dice il coltivatore di patate, preferisco andare scalzo.
Gli economisti dicono, al coltivatore serve più moneta! La quantità di moneta offerta non ha tenuto il passo con lo sviluppo, dicono; perciò è stata creata la Banca centrale, in modo da stampare quando serve. L'oro è piacevole ma è anti-sociale! Resiste ai nuovi "ismi" e punta i piedi di fronte al moltiplicarsi di nuovi programmi da finanziare. Meglio una fonte di finanziamento pubblico, flessibile,espandibile, illimitata, una moneta politica che lavora.
Risultato: oggi un oncia d'oro compra grosso modo quello che comprava un secolo fa, mentre un dollaro, compra appena il 5%, altrimenti come si sarebbe fatto a finanziare le guerre mondiali, il new deal, la guerra fredda, il vietnam, la nuova frontiera, la guerrra al terrorismo, l'invasione dell'iraq....la lista è lunga.
Ma tutto ciò è stato fatto da persone, animate da buone intenzioni! Purtroppo queste intenzioni non solo hanno lastricato la strada per l'inferno, addirittura l'hanno asfaltata, e non c'è stato modo di fermarsi una volta avviati.Gli USA proprio adesso stanno scivolando inesorabilmente verso qualche sorta di inferno. Mezzo secolo di propaganda ha prodotto una nazione che è pronta a credere a qualsiasi cosa, purchè le promettano di divenire più ricchi. Saranno molto delusi quando scopriranno che tutti i mezzi politici su cui hanno fatto affidamento (i debiti, le leggi, i regolamenti, le guerre) li hanno in realtà resi più poveri. In quel momento ci sarà bisogno di prigioni capienti....
Marco Aurelio diceva " nulla in natura è diavolo". E' vero, anche Adolf Hitler era un uomo, parte della natura, e l'impero del male non è stato creato da uomini che come politici ed economisti hanno seguito i loro impulsi naturali? Adolf può avere esagerato e sbagliato, ma dal suo punto di vista lo ha fatto con le migliori intenzioni: pensava di costruire un mondo migliore,dominato dalla razza ariana, ed aveva la capacità di esporre le sue "ragioni"; poteva argomentare per un giorno intero "provando" che il suo piano era il migliore; e il popolo tedesco gli aveva dato il potere di eliminare fisicamente chi non fosse d'accordo.Infatti C'ERANO SOLIDI ARGOMENTI SUL FRONTE OPPOSTO. La brava gente che cosa doveva fare? e più in generale, su ogni posizione vi sono fronti contrapposti, uno convincente, l'altro persuasivo.Pensate a quanto possono argomentare un greenspan o un berlusconi: fiumi di parole....che due tra i più attuali clowns ognuno nel suo genere e nella sua sfera d'azione, possono riversare quotidianamente, e la brava gente che deve fare?
Ama l'uomo, odia il peccato: così dicono i battisti. Condivisibile, non serve odiare Adolf, Alan,Silvio, etc... o qualcun altro delle migliaia di clowns che ci divertono, annoiano, derubano, o ci uccidono. Anche loro sono creature, come tutti noi, quello che hanno fatto e fanno di sbagliato è ricorrere a mezzi politici per ottenere ciò che vogliono.
Non odiamoli, solo speriamo che alla fine abbiano ciò che meritano.
La Nota sui mercati 7.10
La settimana 2 - 6 ottobre 2006
ECONOMIA: confusione generale
Confusione sui dati.
Il tasso di disoccupazione USA è sceso al 4,6%, il più basso dal giugno 2001. L'incremento dei guadagni orari è al 4% il massimo da 5 anni. Nello stesso tempo, l'aumento delle buste paga a settembre è risultato meno della metà rispetto alle stime, anche se sul mese precedente è stata apportata una revisione al rialzo che compensa tale calo. Ma soprattutto il Dipartimento del Lavoro ha annunciato una revisione sui dodici mesi terminati a marzo che comporta un clamoroso aumento di 800 mila unità.
La reazione dei mercati venerdì pomeriggio è stata di dare maggior peso alle revisioni, con forti vendite sull'obbligazionario, acquisti di dollari e qualche vendita di azionario.
Morale: dati e mercati inaffidabili e manipolabili a piacimento da chi comanda.
Confusione Fed.
Mercoledì Bernanke ha affermato che l'immobiliare è in contrazione e toglierà l'1% al PIL, e dunque l'inflazione non sarà un problema.
La reazione dei mercati è stata di comprare sia obbligazioni che azioni.
E' ancora forte il ricordo di quando Greenspan catalizzava una bolla storica sull'immobiliare per compensare la caduta sul finanziario dovuta
allo scoppio della bolla sui tecnologici.
I mercati sapevano che il re degli inflazionisti (Bernanke) sarebbe stato deliziato dai loro acquisti.
Giovedì, però, il vice di Bernanke, Kohn e il neo arrivato Possler (Fed di Filadelfia) hanno entrambi detto esattamente l'opposto di quanto affermato da Bernanke.
La reazione dei mercati è stata di ignorarli sul momento, ma pare che venerdì se ne siano ricordati.
Morale: la confusione regna sovrana sotto al cielo, instillata ad arte da chi comanda.
Finora l' obbligazionario, il più grande ed importante tra tutti i mercati, ha ignorato le dichiarazioni contrastanti provenienti dalla Fed, sposando la linea del Capo (bernanke), il quale ha assicurato a parole di essere pronto a rispondere ad un ulteriore accelerazione dell'inflazione, ritenendola però poco probabile, e ciò è stato finora sufficiente. Anche perchè l'opinione di consenso è che l' immobiliare stia per implodere, ed il vero rischio è la recessione, non l'inflazione, tanto da scontare nei rendimenti un calo dei tassi della fed prossimo venturo di quasi un punto percentuale. Fino a poche settimane fa il dubbio era se la Fed continuava a rialzarli ma sono bastati un paio di dati, peraltro molto discutibili dal punto di vista analitico, per "dimenticare" il rischio di inflazione, forzando le ricoperture e le stoploss di quanti avevano puntato su un rialzo dei rendimenti (come il sottoscritto) che per ora hanno quindi perso una battaglia (la guerra è ancora tutta da combattere).
Bernanke, noto inflazionista, che aspetta la mezza scusa per abbassare i tassi, gioca ovviamente a favore di chi compra bond. La Nuova Era delle banche centrali, inaugurata da Greenspan, si basa sulla teoria che non è compito delle autorità impedire la formazione delle bolle speculative; è però loro compito intervenire non appena le bolle scoppiano, inondando di moneta il sistema, e così creando altre bolle che sostituiscano le precedenti e ne compensino gli effetti negativi sull'economia reale.
Sono le "mille bolle blu" di cui scrivo da anni e anni.
Ciò si ottiene anche incitando gli "spiriti animali" del mercato i cui impulsi speculativi sono favoriti in tutti i modi da regole e liquidità abbondante e a buon mercato.
Ma sostituire una bolla con un altra(più grande: quella immobiliare è di gran lunga superiore a quella tecnologica) comporta i molti problemi di cui ho tante volte scritto,e che non sto a rielencare qui; soprattutto produce una continua interazione volatile tra inflazione degli attivi patrimoniali e l' enorme sfera finanziaria . Gli elementi di fraglilità sistemica sono tenuti a bada dalla poltica monetaria permanente espansiva, e dalla trasparenza disordinata di contabilità e strumenti derivati (non si sa con precisione quanti ce ne siano in giro, si stimano in oltre 300 trilioni di dollari, e le grida d'allarme non mancano).
In parole povere, il tentativo che sta facendo la Fed è far ripartire una bolla azionaria ed obbligazionaria, per compensare gli effetti dello scoppio di quella immobiliare.
Dunque, mentre noti e stimabili economisti come Roach e Roubini si dicono certi della recessione prossima ventura, io nutro parecchi dubbi : la mefistofelica operazione Fed potrebbe infatti allungare il brodo ancora per molto tempo. Roach e Rubibni non parlano mai della dinamica in essere nella sfera finanziaria e creditizia. Invece la finanza ipotecaria, come quella aziendale e statale , per non parlare del credito al consumo, continuano a galoppare; fusioni ed acquisizioni, riacquisti di azioni proprie, proseguono a ritmi da record. Il sistema sta per fare l'ennesimo record storico quest'anno quanto a creazione di credito, mentre il deficit estero americano continua a crescere e a provocare inflazione nel resto del mondo, e l'attuale correzione delle materie prime non deve trarre in inganno. La comunità speculativa globale a leva resta l'epicentro, anche se la lista di hedge funds in difficoltà si sta allungando ogni giorno : sono quelli che hanno puntato solo e troppo sulle materie prime e sull'energia, o su un rialzo dei rendimenti e sul calo di borsa; ma i profitti di quelli che hanno invece puntato sul credito ne hanno per converso beneficiato, più che compensandoli.
Ed infatti, oltre all'immobiliare, il vero tallone d'achille del sistema risiede nella enorme leva sui titoli obbligazionari. E mentre il ribasso dei rendimenti dell'ultimo trimestre ha dato beneficio agli investitori in bond, è stato destabilizzante per il sistema nel complesso, perchè ha riattizzato la bolla creditizia; il tutto amplificato dalle dinamiche speculative: chi aveva scommesso sul rialzo è dovuto uscire, le coperture sul rialzo dei tassi sono state ridotte fortemente, e la speculazione si è buttata in direzione opposta.
Credo quindi che si sia probabilmente posposta ogni eventuale mossa al ribasso dei tassi fed (nonostante Bernanke),ed anzi siano aumentate le possibilità di ulteriori rialzi. Se anche il mercato si convince di ciò, il movimento sarà violento: avremo la classica V nei rendimenti che può far male agli operatori a leva ed alla liquidità del sistema.
Naturalmente non è detto che l'improvvisa giravolta di venerdì ne sia l'inizio, ma mi tengo pronto a rientrare in vendita di decennale.
MATERIE PRIME : gas da manuale, aspettando l'oro
Il gas naturale si è comportato esattamente come previsto, ed ha inanellato un rialzo del 15%. L'operazione di acquisto sui minimi della scorsa settimana è andata dunque bene, anche se non l'ho sfruttata in pieno: mercoledi, di fronte al nuovo minimo sul petrolio, ho preferito non correre il rischio di un dato sulle scorte eccessivo, ed ho chiuso incassando 1500$ a contratto (sarebbero stati 2500 alla chiusura di venerdì).
Il crudo dal canto suo è stato cedente ma dopo il minimo a 57,7 prima citato, ha recuperato concludendo a 60. Sta formando una base in area 58, a suo tempo indicato come un supporto importante, e se la tiene per il prossimo mese, sarà da acquistare con convinzione in vista del superamento della scadenza elettorale americana.
Il settore dei metalli è stato venduto a causa delle difficoltà degli hedge funds specializzati: l'oro a 577 (-4%)(dicembre) il rame a 339 (dicembre) l'argento a 11,1(dicembre); il platino a 1080(gennaio) il palladio a 300(dicembre).
Adesso si tratta, come per il gas naturale, di trovare il timing tecnico adatto per comprarli con un rapporto rischio-rendimento favorevole.
L'oro ad esempio ha fatto un bel doppio minimo a 565(supporto chiave 550) e la configurazione grafica è già interessante. Negli anni, l'oro ha mostrato la tendenza a fare ritracciamenti del 50-60% sia durante i trend crescenti che decrescenti: nei primi stadi di un trend questi ritracciamenti tendono ad andare oltre il precedente trading range, ma non riescono a penetrare il punto di mezzo del precedente consolidamento. Il rally conclusosi il 28 settembre ha ritracciato il 53% del declino iniziato il 4 settembre a 640 ed ha marginalmente oltrepassato il minimo del 24 luglio a 602. Ora che il prezzo ha perforato il supporto di settembre, il livello chiave di resistenza diviene 588: una chiusura al di sopra dovrebbe catalizzare un a nuova onda rialzista.
Quello che conta inoltre è che non esiste un solo motivo fondamentale per non comprare oro, o per venderlo.
L'indice generale CRB(dicembre) a 302(-1%).
Posizione di lungo termine: al rialzo
Posizione di medio termine: laterale
Posizione asset: nulla
CAMBI: vera rottura?
Il dollaro ha concluso la settimana alla grande, con forti acquisti seguiti al dato sul mercato del lavoro come sopra accennato. In realtà dopo la falsa partenza al ribasso di due settimane fa (dopo il Philly Fed) è probabile che anche questa rottura si riveli altrettanto falsa.L'indice generale è tornato ai massimi di metà luglio che è in fondo il livello di fine aprile (prima della caduta post G7). Anche graficamente potrebbe quindi rivelarsi una figura ribassista se non riesce a superare quota 87 in tempi rapidi e in modo convincente. Del resto i fondamentali non depongono certo a favore del dollaro, e la stessa mano forte (banche centrali) che lo ha sostenuto mentre scendeva, ha tutto l'interesse a frenarlo mentre sale.
L'eurodollaro scad. dicembre che aveva cominciato a 1,28 conclude a 1,264 dopo un minimo a 1,262.Adesso lo spartiacque chiave si trova in area 1,25 dove un test è molto probabile. Il rialzo dei tassi BCE, ampiamente scontato, e l'implicita promessa di un altro rialzo entro fine anno, non ha impedito all'euro di perdere contro dollaro, anche se è salito a 150 contro yen che resta la cenerentola del mercato valutario (penalizzato anche dalle tensioni con il Nord Corea).
L'indice generale del dollaro a 86,2(dicembre)+0,6%
Posizione di lungo termine: dollaro al ribasso contro tutti
Posizione di medio termine: dollaro laterale
Posizione asset: nulla
OBBLIGAZIONI: rendimenti in crescita
Prima un altra puntata a 4,55% dopo Bernanke e gli ISM risultati entrambi deboli, poi il rendimento sul decennale è schizzato venerdì pomeriggio perdendo circa 15 cts. di colpo (dunque il saldo settimanale non rende appieno l'idea).
Negli USA come saldo settimanale il future sul tasso a tre mesi scad.dicembre 2007sale di 7 cts. al 4,86% , il 2 anni di 5 cts. al 4,74% il quinquennale di 6 cts. al 4,64 il decennale di 7 cts. al 4,70 il trentennale di 8 cts. al 4,84.
In Europa il Bund decennale sale di 5 cts. al 3,75% ed in Giappone il decennale sale di 4 cts. al 1,7%; il tasso sul debito dei paesi emergenti è restato invece stabile.
Posizione di lungo termine: al rialzo dei rendimenti
Posizione di medio termine: laterale
Posizione asset: nulla
BORSE: il record del Dow
E' stata la settimana dello strombazzato record del Dow, con il nuovo massimo assoluto di 11870 toccato giovedì. Nell'operazione tesa a pompare la borsa in vista delle elezioni di novembre, creando una psicologia ottimista ai limiti della demenza (si compra anche se i dati sono negativi, "perchè così la fed abbassa i tassi"), l'ossicino del dow-record è stato fatto annusare con successo ai creduloni. Ma è vero record?
No, è un illusione nominale. In termini reali, cioè anche solo tenendo conto dell'inflazione ufficiale il Dow dovrebbe essere oggi a 14000 per essere pari al livello raggiunto nel 2000. Se poi misuriamo il dow in oro, nonostante la recente correzione di quest'ultimo, si ritrova dimezzato rispetto al 2000. Se poi lo consideriamo in euro, è sotto del 30%.
Il dow è la media aritmetica di solo 30 azioni, di cui circa una metà sono pesantemente in calo pur in valori nominali (ad esempio Intel, Microsoft,etc.). Il fatto che Wally ignori queste semplici considerazioni, mentre ad esempio - per sostenere l'ottimismo- considera il petrolio in termini reali, rivela come sia un industria che campa sulla manipolazione sfrontata dell'opinione pubblica(titoloni di giornale, etc. che fanno presa sulla massa, per definizione non esperta.
Per il momento l'operazione ha avuto successo, ed ha trascinato anche gli altri indici al rialzo (i quali invece restano pesantemente sotto i loro massimi anche in termini nominali: -13% lo sp500 e -55% il nasdaq);
si è pertanto rivelata esatta la mia stop sullo sp500 a 1340, come quella in precedenza applicata sul nasdaq100 a 1650.
L'sp500 scad. dicembre si è spinto fino a 1362, livello toccato giovedì, nuovo massimo dell'anno, per poi stornare lievemente e concludere a 1358. Resto convinto però che un inversione sia imminente, e nel breve guardo ai rendimenti obbligazionari (oltre che al petrolio): se continueranno a salire la borsa dovrebbe scendere anche se fino alle elezioni è difficile che crolli. Comunque mi tengo pronto a rientrare in vendita, sempre con stop strette.
Per la settimana concludono: il Dow a 11850(+1,5%) lo sp500 a 1350(+1%) il nasdaq a 2300(+2%), il nasdaq100 a 1700(+2%), il Russell2000 (+2%); tra i settori, trasporti(+2,6%) i semiconduttori(-0,7%) le biotech (+5,6%) i broker/dealer(+3,1%) le banche(+0,8%).
Tokyo sale a 16436(+2%) di nikkey, in Europa dax tedesco a 6084(+1,3%) il footsie inglese a 6001(+1,2%), il cac francese a 5282(+0,6%) e l'Italietta senza la benchè minima speranza: l'SPmib a 38955(+1,2%) ed il Mibtel a 29705(+1%).
Posizione di lungo termine: al ribasso generale
Posizione di medio termine: al ribasso generale
Posizione asset: nulla
PREVISIONI: arriva il deficit
La settimana inizia con il lunedì festivo in Giappone e USA(Columbus day), anche se Wally sarà aperta limitatamente all'azionario.Martedì vi saranno molti dati nipponici ed europei. Mercoledì arriveranno notizie dagli USA: parlano due membri Fed, e soprattutto in serata verranno resi noti i verbali dell'ultima riunione. Per i dati occorre aspettare giovedì quando uscirà il deficit americano di agosto: qui potrebbe esserci una sorpresa, perchè le attese sono per un lieve calo a 66 mld.(dal record di 68), ma dai dati sui container risulta un impennata delle importazioni del 16% su base annua (contro la media del 12%), ed anche se il calo del petrolio potrebbe averne compensato almeno una parte, potremmo vedere un 70( e vedremo se faranno spallucce: nel 1987 il famoso crash di ottobre fu innescato proprio dal deficit estero record).
In serata il Beige Book della Fed.Venerdì gran finale con la BOJ ed i dati USA sui prezzi import-export, e soprattutto le vendite al dettaglio di settembre seguite dal preliminare indice di fiducia del Michigan su Ottobre. Entrambi questi dati che misurano il polso ai consumatori sono attesi sui livelli del mese precedente , con le vendite al netto delle auto ferme a zero. Ovvio che in caso di sorpresa potremmo avere un venerdì agitato.
ASSET: riepilogo (cifre per asset da centomila)
Chiuso il mini natural gas scad. novembre comprato a 5,36 e venduto a 5,96(+1500$).
Il saldo delle operazioni chiuse da inzio anno, dopo aver pagato le commissioni, è a +3450 euro (con 19 operazioni effettuate su eurodollaro+ 5 sul nasdaq+2 su gas naturale+1 su eurosvizzero+2 su oro+1 su argento+4 su bond+1 su euroyen+1 su petrolio+1 su s&p500); il rendimento complessivo, tenuto conto delle minus/plus in portafoglio, e del rateo di interessi maturato, è pari al +5,6% ed equivalente al +7% su base annua se si mantiene questo ritmo; come liquidità impegnata, i margini sui futures assorbono 0% ed il 100% è in conto corrente al 2,37% netto (3,25% tasso iwbank).
ECONOMIA: confusione generale
Confusione sui dati.
Il tasso di disoccupazione USA è sceso al 4,6%, il più basso dal giugno 2001. L'incremento dei guadagni orari è al 4% il massimo da 5 anni. Nello stesso tempo, l'aumento delle buste paga a settembre è risultato meno della metà rispetto alle stime, anche se sul mese precedente è stata apportata una revisione al rialzo che compensa tale calo. Ma soprattutto il Dipartimento del Lavoro ha annunciato una revisione sui dodici mesi terminati a marzo che comporta un clamoroso aumento di 800 mila unità.
La reazione dei mercati venerdì pomeriggio è stata di dare maggior peso alle revisioni, con forti vendite sull'obbligazionario, acquisti di dollari e qualche vendita di azionario.
Morale: dati e mercati inaffidabili e manipolabili a piacimento da chi comanda.
Confusione Fed.
Mercoledì Bernanke ha affermato che l'immobiliare è in contrazione e toglierà l'1% al PIL, e dunque l'inflazione non sarà un problema.
La reazione dei mercati è stata di comprare sia obbligazioni che azioni.
E' ancora forte il ricordo di quando Greenspan catalizzava una bolla storica sull'immobiliare per compensare la caduta sul finanziario dovuta
allo scoppio della bolla sui tecnologici.
I mercati sapevano che il re degli inflazionisti (Bernanke) sarebbe stato deliziato dai loro acquisti.
Giovedì, però, il vice di Bernanke, Kohn e il neo arrivato Possler (Fed di Filadelfia) hanno entrambi detto esattamente l'opposto di quanto affermato da Bernanke.
La reazione dei mercati è stata di ignorarli sul momento, ma pare che venerdì se ne siano ricordati.
Morale: la confusione regna sovrana sotto al cielo, instillata ad arte da chi comanda.
Finora l' obbligazionario, il più grande ed importante tra tutti i mercati, ha ignorato le dichiarazioni contrastanti provenienti dalla Fed, sposando la linea del Capo (bernanke), il quale ha assicurato a parole di essere pronto a rispondere ad un ulteriore accelerazione dell'inflazione, ritenendola però poco probabile, e ciò è stato finora sufficiente. Anche perchè l'opinione di consenso è che l' immobiliare stia per implodere, ed il vero rischio è la recessione, non l'inflazione, tanto da scontare nei rendimenti un calo dei tassi della fed prossimo venturo di quasi un punto percentuale. Fino a poche settimane fa il dubbio era se la Fed continuava a rialzarli ma sono bastati un paio di dati, peraltro molto discutibili dal punto di vista analitico, per "dimenticare" il rischio di inflazione, forzando le ricoperture e le stoploss di quanti avevano puntato su un rialzo dei rendimenti (come il sottoscritto) che per ora hanno quindi perso una battaglia (la guerra è ancora tutta da combattere).
Bernanke, noto inflazionista, che aspetta la mezza scusa per abbassare i tassi, gioca ovviamente a favore di chi compra bond. La Nuova Era delle banche centrali, inaugurata da Greenspan, si basa sulla teoria che non è compito delle autorità impedire la formazione delle bolle speculative; è però loro compito intervenire non appena le bolle scoppiano, inondando di moneta il sistema, e così creando altre bolle che sostituiscano le precedenti e ne compensino gli effetti negativi sull'economia reale.
Sono le "mille bolle blu" di cui scrivo da anni e anni.
Ciò si ottiene anche incitando gli "spiriti animali" del mercato i cui impulsi speculativi sono favoriti in tutti i modi da regole e liquidità abbondante e a buon mercato.
Ma sostituire una bolla con un altra(più grande: quella immobiliare è di gran lunga superiore a quella tecnologica) comporta i molti problemi di cui ho tante volte scritto,e che non sto a rielencare qui; soprattutto produce una continua interazione volatile tra inflazione degli attivi patrimoniali e l' enorme sfera finanziaria . Gli elementi di fraglilità sistemica sono tenuti a bada dalla poltica monetaria permanente espansiva, e dalla trasparenza disordinata di contabilità e strumenti derivati (non si sa con precisione quanti ce ne siano in giro, si stimano in oltre 300 trilioni di dollari, e le grida d'allarme non mancano).
In parole povere, il tentativo che sta facendo la Fed è far ripartire una bolla azionaria ed obbligazionaria, per compensare gli effetti dello scoppio di quella immobiliare.
Dunque, mentre noti e stimabili economisti come Roach e Roubini si dicono certi della recessione prossima ventura, io nutro parecchi dubbi : la mefistofelica operazione Fed potrebbe infatti allungare il brodo ancora per molto tempo. Roach e Rubibni non parlano mai della dinamica in essere nella sfera finanziaria e creditizia. Invece la finanza ipotecaria, come quella aziendale e statale , per non parlare del credito al consumo, continuano a galoppare; fusioni ed acquisizioni, riacquisti di azioni proprie, proseguono a ritmi da record. Il sistema sta per fare l'ennesimo record storico quest'anno quanto a creazione di credito, mentre il deficit estero americano continua a crescere e a provocare inflazione nel resto del mondo, e l'attuale correzione delle materie prime non deve trarre in inganno. La comunità speculativa globale a leva resta l'epicentro, anche se la lista di hedge funds in difficoltà si sta allungando ogni giorno : sono quelli che hanno puntato solo e troppo sulle materie prime e sull'energia, o su un rialzo dei rendimenti e sul calo di borsa; ma i profitti di quelli che hanno invece puntato sul credito ne hanno per converso beneficiato, più che compensandoli.
Ed infatti, oltre all'immobiliare, il vero tallone d'achille del sistema risiede nella enorme leva sui titoli obbligazionari. E mentre il ribasso dei rendimenti dell'ultimo trimestre ha dato beneficio agli investitori in bond, è stato destabilizzante per il sistema nel complesso, perchè ha riattizzato la bolla creditizia; il tutto amplificato dalle dinamiche speculative: chi aveva scommesso sul rialzo è dovuto uscire, le coperture sul rialzo dei tassi sono state ridotte fortemente, e la speculazione si è buttata in direzione opposta.
Credo quindi che si sia probabilmente posposta ogni eventuale mossa al ribasso dei tassi fed (nonostante Bernanke),ed anzi siano aumentate le possibilità di ulteriori rialzi. Se anche il mercato si convince di ciò, il movimento sarà violento: avremo la classica V nei rendimenti che può far male agli operatori a leva ed alla liquidità del sistema.
Naturalmente non è detto che l'improvvisa giravolta di venerdì ne sia l'inizio, ma mi tengo pronto a rientrare in vendita di decennale.
MATERIE PRIME : gas da manuale, aspettando l'oro
Il gas naturale si è comportato esattamente come previsto, ed ha inanellato un rialzo del 15%. L'operazione di acquisto sui minimi della scorsa settimana è andata dunque bene, anche se non l'ho sfruttata in pieno: mercoledi, di fronte al nuovo minimo sul petrolio, ho preferito non correre il rischio di un dato sulle scorte eccessivo, ed ho chiuso incassando 1500$ a contratto (sarebbero stati 2500 alla chiusura di venerdì).
Il crudo dal canto suo è stato cedente ma dopo il minimo a 57,7 prima citato, ha recuperato concludendo a 60. Sta formando una base in area 58, a suo tempo indicato come un supporto importante, e se la tiene per il prossimo mese, sarà da acquistare con convinzione in vista del superamento della scadenza elettorale americana.
Il settore dei metalli è stato venduto a causa delle difficoltà degli hedge funds specializzati: l'oro a 577 (-4%)(dicembre) il rame a 339 (dicembre) l'argento a 11,1(dicembre); il platino a 1080(gennaio) il palladio a 300(dicembre).
Adesso si tratta, come per il gas naturale, di trovare il timing tecnico adatto per comprarli con un rapporto rischio-rendimento favorevole.
L'oro ad esempio ha fatto un bel doppio minimo a 565(supporto chiave 550) e la configurazione grafica è già interessante. Negli anni, l'oro ha mostrato la tendenza a fare ritracciamenti del 50-60% sia durante i trend crescenti che decrescenti: nei primi stadi di un trend questi ritracciamenti tendono ad andare oltre il precedente trading range, ma non riescono a penetrare il punto di mezzo del precedente consolidamento. Il rally conclusosi il 28 settembre ha ritracciato il 53% del declino iniziato il 4 settembre a 640 ed ha marginalmente oltrepassato il minimo del 24 luglio a 602. Ora che il prezzo ha perforato il supporto di settembre, il livello chiave di resistenza diviene 588: una chiusura al di sopra dovrebbe catalizzare un a nuova onda rialzista.
Quello che conta inoltre è che non esiste un solo motivo fondamentale per non comprare oro, o per venderlo.
L'indice generale CRB(dicembre) a 302(-1%).
Posizione di lungo termine: al rialzo
Posizione di medio termine: laterale
Posizione asset: nulla
CAMBI: vera rottura?
Il dollaro ha concluso la settimana alla grande, con forti acquisti seguiti al dato sul mercato del lavoro come sopra accennato. In realtà dopo la falsa partenza al ribasso di due settimane fa (dopo il Philly Fed) è probabile che anche questa rottura si riveli altrettanto falsa.L'indice generale è tornato ai massimi di metà luglio che è in fondo il livello di fine aprile (prima della caduta post G7). Anche graficamente potrebbe quindi rivelarsi una figura ribassista se non riesce a superare quota 87 in tempi rapidi e in modo convincente. Del resto i fondamentali non depongono certo a favore del dollaro, e la stessa mano forte (banche centrali) che lo ha sostenuto mentre scendeva, ha tutto l'interesse a frenarlo mentre sale.
L'eurodollaro scad. dicembre che aveva cominciato a 1,28 conclude a 1,264 dopo un minimo a 1,262.Adesso lo spartiacque chiave si trova in area 1,25 dove un test è molto probabile. Il rialzo dei tassi BCE, ampiamente scontato, e l'implicita promessa di un altro rialzo entro fine anno, non ha impedito all'euro di perdere contro dollaro, anche se è salito a 150 contro yen che resta la cenerentola del mercato valutario (penalizzato anche dalle tensioni con il Nord Corea).
L'indice generale del dollaro a 86,2(dicembre)+0,6%
Posizione di lungo termine: dollaro al ribasso contro tutti
Posizione di medio termine: dollaro laterale
Posizione asset: nulla
OBBLIGAZIONI: rendimenti in crescita
Prima un altra puntata a 4,55% dopo Bernanke e gli ISM risultati entrambi deboli, poi il rendimento sul decennale è schizzato venerdì pomeriggio perdendo circa 15 cts. di colpo (dunque il saldo settimanale non rende appieno l'idea).
Negli USA come saldo settimanale il future sul tasso a tre mesi scad.dicembre 2007sale di 7 cts. al 4,86% , il 2 anni di 5 cts. al 4,74% il quinquennale di 6 cts. al 4,64 il decennale di 7 cts. al 4,70 il trentennale di 8 cts. al 4,84.
In Europa il Bund decennale sale di 5 cts. al 3,75% ed in Giappone il decennale sale di 4 cts. al 1,7%; il tasso sul debito dei paesi emergenti è restato invece stabile.
Posizione di lungo termine: al rialzo dei rendimenti
Posizione di medio termine: laterale
Posizione asset: nulla
BORSE: il record del Dow
E' stata la settimana dello strombazzato record del Dow, con il nuovo massimo assoluto di 11870 toccato giovedì. Nell'operazione tesa a pompare la borsa in vista delle elezioni di novembre, creando una psicologia ottimista ai limiti della demenza (si compra anche se i dati sono negativi, "perchè così la fed abbassa i tassi"), l'ossicino del dow-record è stato fatto annusare con successo ai creduloni. Ma è vero record?
No, è un illusione nominale. In termini reali, cioè anche solo tenendo conto dell'inflazione ufficiale il Dow dovrebbe essere oggi a 14000 per essere pari al livello raggiunto nel 2000. Se poi misuriamo il dow in oro, nonostante la recente correzione di quest'ultimo, si ritrova dimezzato rispetto al 2000. Se poi lo consideriamo in euro, è sotto del 30%.
Il dow è la media aritmetica di solo 30 azioni, di cui circa una metà sono pesantemente in calo pur in valori nominali (ad esempio Intel, Microsoft,etc.). Il fatto che Wally ignori queste semplici considerazioni, mentre ad esempio - per sostenere l'ottimismo- considera il petrolio in termini reali, rivela come sia un industria che campa sulla manipolazione sfrontata dell'opinione pubblica(titoloni di giornale, etc. che fanno presa sulla massa, per definizione non esperta.
Per il momento l'operazione ha avuto successo, ed ha trascinato anche gli altri indici al rialzo (i quali invece restano pesantemente sotto i loro massimi anche in termini nominali: -13% lo sp500 e -55% il nasdaq);
si è pertanto rivelata esatta la mia stop sullo sp500 a 1340, come quella in precedenza applicata sul nasdaq100 a 1650.
L'sp500 scad. dicembre si è spinto fino a 1362, livello toccato giovedì, nuovo massimo dell'anno, per poi stornare lievemente e concludere a 1358. Resto convinto però che un inversione sia imminente, e nel breve guardo ai rendimenti obbligazionari (oltre che al petrolio): se continueranno a salire la borsa dovrebbe scendere anche se fino alle elezioni è difficile che crolli. Comunque mi tengo pronto a rientrare in vendita, sempre con stop strette.
Per la settimana concludono: il Dow a 11850(+1,5%) lo sp500 a 1350(+1%) il nasdaq a 2300(+2%), il nasdaq100 a 1700(+2%), il Russell2000 (+2%); tra i settori, trasporti(+2,6%) i semiconduttori(-0,7%) le biotech (+5,6%) i broker/dealer(+3,1%) le banche(+0,8%).
Tokyo sale a 16436(+2%) di nikkey, in Europa dax tedesco a 6084(+1,3%) il footsie inglese a 6001(+1,2%), il cac francese a 5282(+0,6%) e l'Italietta senza la benchè minima speranza: l'SPmib a 38955(+1,2%) ed il Mibtel a 29705(+1%).
Posizione di lungo termine: al ribasso generale
Posizione di medio termine: al ribasso generale
Posizione asset: nulla
PREVISIONI: arriva il deficit
La settimana inizia con il lunedì festivo in Giappone e USA(Columbus day), anche se Wally sarà aperta limitatamente all'azionario.Martedì vi saranno molti dati nipponici ed europei. Mercoledì arriveranno notizie dagli USA: parlano due membri Fed, e soprattutto in serata verranno resi noti i verbali dell'ultima riunione. Per i dati occorre aspettare giovedì quando uscirà il deficit americano di agosto: qui potrebbe esserci una sorpresa, perchè le attese sono per un lieve calo a 66 mld.(dal record di 68), ma dai dati sui container risulta un impennata delle importazioni del 16% su base annua (contro la media del 12%), ed anche se il calo del petrolio potrebbe averne compensato almeno una parte, potremmo vedere un 70( e vedremo se faranno spallucce: nel 1987 il famoso crash di ottobre fu innescato proprio dal deficit estero record).
In serata il Beige Book della Fed.Venerdì gran finale con la BOJ ed i dati USA sui prezzi import-export, e soprattutto le vendite al dettaglio di settembre seguite dal preliminare indice di fiducia del Michigan su Ottobre. Entrambi questi dati che misurano il polso ai consumatori sono attesi sui livelli del mese precedente , con le vendite al netto delle auto ferme a zero. Ovvio che in caso di sorpresa potremmo avere un venerdì agitato.
ASSET: riepilogo (cifre per asset da centomila)
Chiuso il mini natural gas scad. novembre comprato a 5,36 e venduto a 5,96(+1500$).
Il saldo delle operazioni chiuse da inzio anno, dopo aver pagato le commissioni, è a +3450 euro (con 19 operazioni effettuate su eurodollaro+ 5 sul nasdaq+2 su gas naturale+1 su eurosvizzero+2 su oro+1 su argento+4 su bond+1 su euroyen+1 su petrolio+1 su s&p500); il rendimento complessivo, tenuto conto delle minus/plus in portafoglio, e del rateo di interessi maturato, è pari al +5,6% ed equivalente al +7% su base annua se si mantiene questo ritmo; come liquidità impegnata, i margini sui futures assorbono 0% ed il 100% è in conto corrente al 2,37% netto (3,25% tasso iwbank).
10/05/2006
Speciale Cleptocrazia
Speciale Cleptocrazia
Dicesi Cleptocrazia un sistema politico ed economico in cui il potere viene
assegnato a chi ruba di più, e in cui al contempo per mantenere il potere
occorre rubare di più. Nei paesi sviluppati la cleptocrazia è mascherata da
democrazia; con il piccolo particolare che il popolo può sì votare, ma solo per
coloro che gli vengono presentati, e senza ingenti mezzi economici e finanziari
è impossibile presentarsi al popolo. Ne consegue che la "democrazia" è una
subordinata della cleptocrazia, definizione che va al nocciolo dell'essenza. In
una cleptocrazia poi, di norma, la "cleptomania" viene diffusa in dosi molto
minori un pò a tutti, in modo che a nessuno possa passare per la testa di farne
una questione morale. Rubare dunque come sale della vita economico- politica.
Noi in Italia ne abbiamo infiniti esempi, e non ci meravigliamo certo che
tangentopoli sia rinata più forte di prima, nè che essa sia un fenomeno mondiale
e con una lunga Storia alle spalle. Occorre tenere presente che uso il termine
rubare non soltanto in relazione ai soldi, bensì anche alla verità, ai diritti,
etc. , vi sono tante cose che si rubano.
Ma il campo dove la cleptocrazia domina sfacciata, è quello finanziario
attraverso sistemi diretti e indiretti di varia natura, la gran parte dei quali
sono "legali", tra cui la Borsa ed i mercati finanziari autentici casinò
truccati.
Durante gli ultimi memorabili due anni e mezzo, nel sistema cleptocratico è
assurto in posizione di spicco l'arbitraggio finanziario : vi è stata un
escalation clamorosa di miriadi di strategie speculative a leva.
Intendiamoci, è già da tanti anni che il sistema aveva sperimentato una gran
quantità di episodi estremi di "profitti" finanziari , ma mai così in grado di
condizionare i modelli comportamentali nei prestiti, negli investimenti, financo
nei consumi. Nel frattempo i profitti economici veri - quelli derivanti da una
sana e sostenibile attività di crescita del reddito e di allocazione delle
risorse - sono divenuti via via sempre meno rilevanti, una sorta di antica
reliquia appartenente a una bigotta epoca passata. Le conseguenze di questa
mutazione genetica sono sotto gli occhi di chi le vuol vedere: un sistema
finanziario sempre più speculativo (a leva) e disfunzionale, ed un sistema
economico sempre più distorto e squilibrato.
Queste dinamiche sono ai giorni nostri in pieno boom.
La reazione dei mercati a singoli dati economici fornisce una cospicua evidenza
della vulnerabilità economica e della fragilità finanziaria attuale:
ci troviamo nel pieno
di una enorme disponibilità creditizia a tassi negativi, e di un eccesso di
liquidità che non ha precedenti. Infatti i consumi restano robusti, solo che non
continuano a galoppare, e vi è stato uno spostamento nella natura delle spese.
Un fiume di liquidità imperversa sui mercati
immobiliari, fornendo profitti facili a intermediari vari (in primis, quelli
finanziari). Il che impedisce investimenti produttivi di occupazione, ma la cosa
più importante è che l'ammontare di liquidità e credito necessari per sostenere
le bolle sistemiche diviene sempre più problematico e precario.
In estrema sintesi: il vero problema non è il rallentamento economico, come si scrive
e si dice a destra e a manca; il problema sono gli squilibri strutturali,
spettacolari nelle loro dimensioni record.
Le cellule cancerogene che corrodono la valuta USA sono le distorsioni
economiche e finanziarie. Anni di inflazione creditizia e di crescente
disordine monetario hanno severamente impattato la competitività americana e
dunque gli investimenti realmente produttivi. Il crescere continuo degli eccessi
negli arbitraggi finanziari (ad esempio vendere bond per comprare titoli di
fanni e freddie, con una leva molte volte di uno a cento) inonda
pericolosamente di liquidità i mercati immobiliari, e pompa le bolle sugli
assets ed i consumi. Ed è questa espansione continua di debito non produttivo
(inflazione del credito) che rappresnta una miccia accesa sotto al dollaro e
alla stabilità finanziaria. La Fed è l'autrice di questo capolavoro.
Io sono convinto che adesso l'ultima cosa di cui il sistema- e il dollaro -
necessiti sia una caduta ulteriore dei rendimenti. Ma, dunque di nuovo, questo
è il motivo per cui definisco "disfunzionale" il sistema finanziario attuale,
anche se so che è nella natura intrinseca di una cleptocrazia finanziaria - dove
i "profitti" derivanti da arbitraggi finanziari regnano supremi - corrompere
surrettiziamente il meccanismo dei prezzi di mercato (l'eccessiva domanda
speculativa per strumenti di debito crea la sua stessa offerta, nutrendo
l'inflazione degli asset in modo auto-rinforzantesi).
Per cui oggi, nonostante un inflazione ufficiale al 3-4%, basta un dato
economico debole a incitare (e auto-rinforzare) un crollo dei rendimenti, il che
stimola un ancora maggiore espansione dei debiti non produttivi .
L'inflazione creditizia terrà sotto pressione il dollaro, spingendo le banche
centrali estere a sostenerlo e dunque a comprare titoli di stato, e questa
dinamica esacerberà ancora più gli arbitraggi tra titoli di stato e mutui
ipotecari, regalando agli speculatori profitti facili nella misura in cui
compreranno titoli di stato prima delle banche centrali . Che disastro.
E sì perchè poi arrivano anche le perdite facili non appena si capovolgono le
situazioni. Mi risulta che quest'anno siano molti gli hedge funds che si stanno
leccando le ferite. Ora tocca alle perdite azionarie anche se non è certo che
queste ultime siano in grado di innescare un inversione generale dei flussi
speculativi, fomentando una effetto domino sugli altri mercati. Commodities e
debiti degli emergenti sono vulnerabili allo smontaggio delle posizioni
speculative, con ripercussioni significative per l'economia globale? Oppure
proprio loro diverranno i preferiti in un ambiente a dollaro cedente? in
sostanza, ci troviamo negli stadi iniziali della fine della speculazione a leva,
o piuttosto rendimenti calanti ed una Fed nervosa saranno percepiti come un
ulteriore bonus per la speculazione a leva???
Trovo incredibile che, 70 anni dopo, la comunità ancora non sia capace di capire
che la grande crisi del 1929 fu dovuta all'acuta fragilità sistemica
sviluppatasi nei due decenni precedenti, molto simile a quella di oggi ma per
difetto.
Dicesi Cleptocrazia un sistema politico ed economico in cui il potere viene
assegnato a chi ruba di più, e in cui al contempo per mantenere il potere
occorre rubare di più. Nei paesi sviluppati la cleptocrazia è mascherata da
democrazia; con il piccolo particolare che il popolo può sì votare, ma solo per
coloro che gli vengono presentati, e senza ingenti mezzi economici e finanziari
è impossibile presentarsi al popolo. Ne consegue che la "democrazia" è una
subordinata della cleptocrazia, definizione che va al nocciolo dell'essenza. In
una cleptocrazia poi, di norma, la "cleptomania" viene diffusa in dosi molto
minori un pò a tutti, in modo che a nessuno possa passare per la testa di farne
una questione morale. Rubare dunque come sale della vita economico- politica.
Noi in Italia ne abbiamo infiniti esempi, e non ci meravigliamo certo che
tangentopoli sia rinata più forte di prima, nè che essa sia un fenomeno mondiale
e con una lunga Storia alle spalle. Occorre tenere presente che uso il termine
rubare non soltanto in relazione ai soldi, bensì anche alla verità, ai diritti,
etc. , vi sono tante cose che si rubano.
Ma il campo dove la cleptocrazia domina sfacciata, è quello finanziario
attraverso sistemi diretti e indiretti di varia natura, la gran parte dei quali
sono "legali", tra cui la Borsa ed i mercati finanziari autentici casinò
truccati.
Durante gli ultimi memorabili due anni e mezzo, nel sistema cleptocratico è
assurto in posizione di spicco l'arbitraggio finanziario : vi è stata un
escalation clamorosa di miriadi di strategie speculative a leva.
Intendiamoci, è già da tanti anni che il sistema aveva sperimentato una gran
quantità di episodi estremi di "profitti" finanziari , ma mai così in grado di
condizionare i modelli comportamentali nei prestiti, negli investimenti, financo
nei consumi. Nel frattempo i profitti economici veri - quelli derivanti da una
sana e sostenibile attività di crescita del reddito e di allocazione delle
risorse - sono divenuti via via sempre meno rilevanti, una sorta di antica
reliquia appartenente a una bigotta epoca passata. Le conseguenze di questa
mutazione genetica sono sotto gli occhi di chi le vuol vedere: un sistema
finanziario sempre più speculativo (a leva) e disfunzionale, ed un sistema
economico sempre più distorto e squilibrato.
Queste dinamiche sono ai giorni nostri in pieno boom.
La reazione dei mercati a singoli dati economici fornisce una cospicua evidenza
della vulnerabilità economica e della fragilità finanziaria attuale:
ci troviamo nel pieno
di una enorme disponibilità creditizia a tassi negativi, e di un eccesso di
liquidità che non ha precedenti. Infatti i consumi restano robusti, solo che non
continuano a galoppare, e vi è stato uno spostamento nella natura delle spese.
Un fiume di liquidità imperversa sui mercati
immobiliari, fornendo profitti facili a intermediari vari (in primis, quelli
finanziari). Il che impedisce investimenti produttivi di occupazione, ma la cosa
più importante è che l'ammontare di liquidità e credito necessari per sostenere
le bolle sistemiche diviene sempre più problematico e precario.
In estrema sintesi: il vero problema non è il rallentamento economico, come si scrive
e si dice a destra e a manca; il problema sono gli squilibri strutturali,
spettacolari nelle loro dimensioni record.
Le cellule cancerogene che corrodono la valuta USA sono le distorsioni
economiche e finanziarie. Anni di inflazione creditizia e di crescente
disordine monetario hanno severamente impattato la competitività americana e
dunque gli investimenti realmente produttivi. Il crescere continuo degli eccessi
negli arbitraggi finanziari (ad esempio vendere bond per comprare titoli di
fanni e freddie, con una leva molte volte di uno a cento) inonda
pericolosamente di liquidità i mercati immobiliari, e pompa le bolle sugli
assets ed i consumi. Ed è questa espansione continua di debito non produttivo
(inflazione del credito) che rappresnta una miccia accesa sotto al dollaro e
alla stabilità finanziaria. La Fed è l'autrice di questo capolavoro.
Io sono convinto che adesso l'ultima cosa di cui il sistema- e il dollaro -
necessiti sia una caduta ulteriore dei rendimenti. Ma, dunque di nuovo, questo
è il motivo per cui definisco "disfunzionale" il sistema finanziario attuale,
anche se so che è nella natura intrinseca di una cleptocrazia finanziaria - dove
i "profitti" derivanti da arbitraggi finanziari regnano supremi - corrompere
surrettiziamente il meccanismo dei prezzi di mercato (l'eccessiva domanda
speculativa per strumenti di debito crea la sua stessa offerta, nutrendo
l'inflazione degli asset in modo auto-rinforzantesi).
Per cui oggi, nonostante un inflazione ufficiale al 3-4%, basta un dato
economico debole a incitare (e auto-rinforzare) un crollo dei rendimenti, il che
stimola un ancora maggiore espansione dei debiti non produttivi .
L'inflazione creditizia terrà sotto pressione il dollaro, spingendo le banche
centrali estere a sostenerlo e dunque a comprare titoli di stato, e questa
dinamica esacerberà ancora più gli arbitraggi tra titoli di stato e mutui
ipotecari, regalando agli speculatori profitti facili nella misura in cui
compreranno titoli di stato prima delle banche centrali . Che disastro.
E sì perchè poi arrivano anche le perdite facili non appena si capovolgono le
situazioni. Mi risulta che quest'anno siano molti gli hedge funds che si stanno
leccando le ferite. Ora tocca alle perdite azionarie anche se non è certo che
queste ultime siano in grado di innescare un inversione generale dei flussi
speculativi, fomentando una effetto domino sugli altri mercati. Commodities e
debiti degli emergenti sono vulnerabili allo smontaggio delle posizioni
speculative, con ripercussioni significative per l'economia globale? Oppure
proprio loro diverranno i preferiti in un ambiente a dollaro cedente? in
sostanza, ci troviamo negli stadi iniziali della fine della speculazione a leva,
o piuttosto rendimenti calanti ed una Fed nervosa saranno percepiti come un
ulteriore bonus per la speculazione a leva???
Trovo incredibile che, 70 anni dopo, la comunità ancora non sia capace di capire
che la grande crisi del 1929 fu dovuta all'acuta fragilità sistemica
sviluppatasi nei due decenni precedenti, molto simile a quella di oggi ma per
difetto.
Speciale Origini
Speciale origini
Per cercare di comprendere l'essenza del malessere insito nella situazione
finanziaria mondiale impernialata sul $, occorre risalire alle origini delle
manipolazioni che man mano hanno creato un disordine foriero di eventi
traumatici. Forse per il timore di aprire questo vaso di Pandora si preferisce
non dibattere troppo il problema e sperare in un magico intervento risolutore da
parte delle autorità americane che non penalizzi troppo il resto del mondo,
dimenticando che sullo sfondo del sistema mondiale da troppi anni aleggia li
proliema della capacità dei mercati finanziari di moltiplicare, potenzialmente
senza limiti, credito e moneta.
Occorre risalire al periodo 1913-1914, antecedente quindi la Grande Guerra, per
scoprire che la catena di Sant’Antonio (i nuovi entrati in Borsa fanno
arricchire quelli che ci sono già) che ha creato il boom finito nel 2000 è
simile a quella che nacque ottantanni prima e che si sviluppò grazie
all’espansione senza fine del credito mondiale che fiori all’ombra del ‘gold
exchange standard’. Solo grazie all’evento bellico questa bolla speculativa non
scoppiò, mentre la successiva ricostruzione permise di tirare avanti fino al
1929, assicurando ben 15 anni di crescita finanziaria non corretta, in quanto il
predetto sistema aiutò l’espansione creditizia con il fatto che un Paese
prendeva a prestito capitali vendendo propri titoli di Stato sudi un detenninato
mercato estero, come Londra o New York, cnsiderando poli dollari o le sterline
ottenute come facenti parte delle proprie riserve di banca centrale ( effetto
leva).
Poiché furono gli Stati Uniti a sostenere il peso finanziario principale del
periodo bellico e postbellico, furono loro ad incrementare la circolazione del
$, grazie all’abbondanza monetaria-creditizia di quel Paese saturo d’oro (gli
europei ne avevano depositato ingenti quantitativi quale garanzia per i loro
debiti), con la speranza di utili sempre crescenti e l’illusione di poter
eliminare gli effetti della disoccupazione creata dalle razionalizzazioni che
accrebbero enormemente la capacità produttiva. In buona sostanza l’effetto leva
del gold exchange standard permise sia la grandiosa inflazione creditizia
interna americana che quella internazionale, grazie al fallo che sullo stesso
oro si erano fondate le espansioni monetarie degli USA e le ricostruzioni
monetarie dell’Europa. Tutto ciò fu la causa sostanziale del botto del 1929, che
ne azzerò gli eccessi.
Secondo i migliori economisti dell’epoca, tra i quali lingiese Lionel ROBBINS,
la crisi di quegli anni fu la conseguenza del denaro a basso prezzo che provocò
eccessi di capacità produttiva, di prestiti e di speculazioni finanziarie e
divampò quando l’espansione del credito facile ad un certo punto finì.
Mentre le conseguenze dell’effetto leva del periodo 1913-1914 furono evitate
grazie alla 1A Guerra Mondiale, la Grande Depressione pose a sua volta le
premesse per la successiva situazione bellica che funzionò come rimedio
temporaneo alla crisi finanziaria degli Anni Trenta. Gli Stati Uniti arrivarono
infatti alla vigilia della guerra deI 1941 con una situazione economica,
finanziaria ed industriale che era ancora ai livelli antecedenti il 1929, mentre
solo i preparativi militari e gli aiuti materiali alla Gran Bretagna avevano
permesso di recuperare almeno il livello pre-crisi. Pertanto il finanziamento
dello spaventoso sforzo bellico non potè essere sostenuto se non ricorrendo
massicciamente all’abuso del credito, che si tradusse in una grande immissione
di dollari sul mercato, dollari che materialmente non esistevano non essendo il
frutto del risparmio, o il risultato della vendita di oro, odi qualsiasi altra
attività produttiva.
Mentre la 2a Guerra Mondiale era ancora in corso, ecco che gli stati Uniti
portarono gli alleati a siglare gli accordi di BRETTON WOODS, che sancirono le
regole che avrebbero governato il sistema monetario internazionale una volta
cessate le ostilità. Infatti da quel momento il $ divenne la moneta dominante (
sostituendo la sterlina) a livello mondiale e l’America risolse così a livello
strategico il suo problema finanziario.
Il documento finale che era stato fortemento voluto dalle grandi banche private
statunitensi operanti sul piano internazionale e che si erano arricchite nei due
decenni prebellici grazie all’indebitamento di molti Paesi, all’instabilità dei
cambi ed alle svalutazioni competitive, di fatto stravolse le idee originarie
del Keynes e sancì il trionfo dell’egemonia (in questo caso americana)
sull’internazionalismo. Soprattufto il $ fu affiancato all'oro, sancendo il
principio dell’identità tra questi due strumenti come mezzi di pagamento e di
riserva, mentre i banchieri privati assunsero man mano il ruolo di creditori
incontrastati del mondo in quanto il Fondo Monetario Internazionale e la Banca
Mondiale non furono mai dotate di risorse adeguate ai loro effettivi compiti. In
pratica queste due istituzioni furono trasformate in una branca del sistema
bancario statunitense.
Una delle principali conseguenze delle regole del gioco imposte dall’America a
Bretton Woods fu quella di fornire a questo Paese una posizione di favore
rispetto alle altre nazioni, grazie alla possibilità di finanziare gli squilibri
della propria bilancia (già evidenti alla fine degli anni Cinquanta e
facilmente prevedibili dieci anni prima) mediante l’emissione di dollari che
contribuivano così ad esportare inflazione nel sistema finanziario
internazionale.
Inoltre, il fatto che di norma i paesi terzi non utilizzassero la loro
possibilità di convertire in oro i dollari (gold exchange standard) che ad essi
affluivano, è equivalso alla concessione agli Stati Uniti di un prestito a tasso
zero da parte delle banche centrali degli altri Paesi. L’obbligo di mantenere la
parità delle proprie monete nei confronti del $ implicava che ciascuna banca
centrale doveva sostenere il proprio tasso di cambio vendendo o comprando
dollari in presenza di variazioni della propria moneta, anche con l’aiuto di
tutte le banche centrali degli altri Paesi. In questo modo la solidarietà
internazionale finiva per fUnzionare automaticamente a difesa del $, mentre al
contrario la responsabilità della difesa delle monete degli altri Paesi ricadeva
quasi interamente sulle spalle di ciascuno di essi, per cui se il $ si
indeboliva, al fine di impedirne la caduta, gli altri dovevano comprare dollari,
pagando in questo modo l’inflazione americana.
Era pertanto evidente, fin dal momento che furono introdotte queste regole, che
il mondo avrebbe sostenuto gli USA, permettendo loro di divenire una potenza
egemone: da allora si è sempre sottaciuto sul fatto che una continua inflazione
del $, sostenuta da tutti, prima o poi avrebbe comportato ‘una resa dei conti .
Questa situazione non era ancora ben chiara nel corso degli Anni Cinquanta,
quando non si dubitava del buon funzionamento del sistema a cambi fissi in
quanto il biglietto verde godeva di un solido prestigio grazie ad una bilancia
commerciale che mostrava attivi spesso consistenti, mentre il passivo del conto
movimenti di capitali era del tutto accettato essendo l' unico modo per venire
in possesso di dollari da utilizzare come mezzo di pagamento e strumento di
riserva. Con il passare degli anni la bilancia dei pagamenti (che rappresenta il
quadro generale dei rapporti di debito e credito che legano un Paese con lestero
) americana andò invece sistematicamente in passivo.
Quando la spinta della ricostruzione post-bellica cominciò a rallentare, a
tenere in piedi il sistema finanziario già ‘taroccato ci pensò la guerra del
Vietnam, che esportò l’inflazione in tutto il mondo, mentre la crisi del $ del
1971 (abolizione della sua convertibilità in oro ) fu poi superata con i vari
shock petroliferi degli Anni Settanta. L’aumento del prezzo del petrolio provocò
infatti in tutti i Paesi una maggiore richiesta di dollari - i cosiddetti
petrodollari - che, provenienti da tutto il mondo, finirono soprattutto nel
sistema finanziario americano. Il distacco unilaterale del $ dall’oro fu inoltre
]‘ammissione del fallimento del sistema economico mondiale e/o americano in
essere e da allora quello finanziario internazionale si trasformò nel dollar
standard, nel quale questa moneta divenne strumento di riserva in sè e per sè e
non in quanto convertjbile in oro, stante il fatto che dietro al $ c’era solo
la possibilità di comprare prodotti o titoli USA. Tra l’altro, questo sistema
non aveva strumenti di governo della liquidit americana da parte degi altri
Paesi, anche se gli stessi di quella liquidità erano in vario modo partecipi.
Nel frattempo, i problemi causati dai vari shock petroliferi diedero il via al
primo G 6 di Rambouillet nel 1975 che ufficializzò la moderna globalizzazione
sponsorizzata da KISSINGER con un memorabile discorso ( Le nostre economie ed il
nostro benessere sono oggi ostaggio delle decisioni assunte da altri Paesi -
vedi OPEC - La crisi energetica ha ipotecato la nostra politica, indebolito le
nostre democrazie, minato l’unità politica che è a base della sicurezza delle
nazioni libere...’). Di fatto, la conclusione dell'incontro sancì
l’interdipendenza dei sistemi economici dei diversi Paesi e la necessità del
coordinamento internazionale nel governo dell’economia, cioè la nascita della
finanziarizzazione del sistema, che provocò una sfrenata liberalizzazione dei
capitali tanto che in pochi anni (1980-2000) si ebbe un aumento non giustificato
dal livello di crescita dell’economia degli stock finanziari, che passarono da
10 a 100 trilioni di $. COn la quasi contemporanea fine delle parità fisse tra
le varie valute, venne poi meno uno strumento di disciplina che permise così a
molti Paesi una rapida espansione monetaria, facilitata anche dall'innovazione
tecnico-finanziaria rappresentata
dall' incremento incontrollato dei derivati.
Volendo inoltre gli Stati Uniti assicurarsi la Ieadership mondiale, era
determinante che questi potessero man mano controllare i flussi finanziari
globali per merito di una Borsa che sarebbe diventata il centro di raccolta
degli stessi. Grazie ai nuovi parametri della spesa pubblica che il Fmi aveva
‘suggerito al mondo ( ma non all’America), avvenne lo spostamento degli stock
finanziari dai titoli di Stato alle azioni. Il vero boom iniziò lentamente nel
1982 grazie ad un aumento incontrollato dei tassi d’interesse e del $ ed ebbe
una prima importante spinta dagli accordi del Plaza del 1985 (si indebolì il $
per aiutare l’economia USA) e dal successo dei fondi pensione che con la fine
degli anni ‘80 s’imposero definitivamente sul mercato americano. Successivamente
vi fu un’immissione di liquidità da parte della Fed e di altre banche centrali
al fine di fronteggiare la crisi messicana deI 1994, seguita dall’imposizione al
Giappone nel 95 dell’abbattimento dei tassi per far galoppare il $ e WaIl Street
grazie ai capitali a costo quasi nullo che le banche americane in primis presero
a prestito nel sol Levante per investire con lauti guadagni nella Borsa
principale.
Con la crisi del Sud Est asiatico dcl ‘97 si venne a creare un forte panico in
quell’area, per cui molti capitali volarono negli USA. L’euforia che ha attirato
in Borsa milioni e milioni di risparmiatori direttamente o tramite i fondi ) che
in altre condizioni mai e poi mai avrebbero investito in azioni i propri
risparmi, fu ufteriomente alimentata da successive immissioni di liquidità a
bassi tassi che la Fed operò con il nobile fine di evitare le crisi del ‘98
prima ( Russia e Ltcm, l’hedge fund di storica memoria) ed i pericoli incombenti
del “baco del 2000’ poi. Nel corso del 99 fummo infatti rimbambiti dai continui
allarmi circa la data fatidica deI 31/12/1999, che si rivelò un bluff, ma spinse
le autorità monetarie americane ad immettere nel secondo semestre di quell’anno
ben due trilioni di $ per evitare un eventuale tilt del sistema bancario (
dollari che a marzo del 2000 vennero poi ritirati dal mercato favorendo la
caduta del Nasdaq) In quel periodo la gente credette veramente al paese di
Bengodi in quanto il boom di Borsa, trasferendo ricchezza a pensionati che
videro raddoppiate le loro pensioni, a operai o impiegati che incrementarono il
loro reddito globale e persino ai licenziati che videro lievitare a livelli
insperati le opzioni ricevute in liquidazione ( stock options), finì prer creare
un’incredibile massa di reddito a disposizione dei ceti meno abbienti Non appena
poi la Borsa rallentò la sua corsa al rialzo, facendo venir meno l’effetto
redisuibutivo, anche l’economia cadde in un preoccupante letargo.
Sostanzialmente il boom è stato generato dall’aria fritta artatamente creata che
ha scombussolato il sistema, tanto che diversi autorevoli economisti - tra i
quali Charles DUMAS della Lombard Street Research - nel ‘98 sostennero che i
tagli dei tassi applicati dalla Fed unitamente all’immissione di liquidità erano
entrambi in misura eccessiva e che avrebbero creato una bolla speculativa (come
del resto accadde). Nel 99 il Nobel STIGLITZ criticò ulteriormente il
comportamento della Banca Centrale americana che in quell’anno aumentò
improvvisamente i tassi per prevenire un fantomatico rischio inflattivo:
l’economista asserì che tutto ciò avrebbe fatto scoppiare la bolla speculatìva (
come in effetti si verificò), causando di conseguenza un rallentamento troppo
svero per l’economia, in quanto l’aumento dei tassi avrebbe sì sgonfiato le
quotazioni, ma allo stesso tempo avrebbe ucciso l’espansione economica.
E così arriviamo ai giorni nostri, come vedremo nelprossimo Speciale, ma era
importante non perdere il filo, un filo che viene da lontano.
Per cercare di comprendere l'essenza del malessere insito nella situazione
finanziaria mondiale impernialata sul $, occorre risalire alle origini delle
manipolazioni che man mano hanno creato un disordine foriero di eventi
traumatici. Forse per il timore di aprire questo vaso di Pandora si preferisce
non dibattere troppo il problema e sperare in un magico intervento risolutore da
parte delle autorità americane che non penalizzi troppo il resto del mondo,
dimenticando che sullo sfondo del sistema mondiale da troppi anni aleggia li
proliema della capacità dei mercati finanziari di moltiplicare, potenzialmente
senza limiti, credito e moneta.
Occorre risalire al periodo 1913-1914, antecedente quindi la Grande Guerra, per
scoprire che la catena di Sant’Antonio (i nuovi entrati in Borsa fanno
arricchire quelli che ci sono già) che ha creato il boom finito nel 2000 è
simile a quella che nacque ottantanni prima e che si sviluppò grazie
all’espansione senza fine del credito mondiale che fiori all’ombra del ‘gold
exchange standard’. Solo grazie all’evento bellico questa bolla speculativa non
scoppiò, mentre la successiva ricostruzione permise di tirare avanti fino al
1929, assicurando ben 15 anni di crescita finanziaria non corretta, in quanto il
predetto sistema aiutò l’espansione creditizia con il fatto che un Paese
prendeva a prestito capitali vendendo propri titoli di Stato sudi un detenninato
mercato estero, come Londra o New York, cnsiderando poli dollari o le sterline
ottenute come facenti parte delle proprie riserve di banca centrale ( effetto
leva).
Poiché furono gli Stati Uniti a sostenere il peso finanziario principale del
periodo bellico e postbellico, furono loro ad incrementare la circolazione del
$, grazie all’abbondanza monetaria-creditizia di quel Paese saturo d’oro (gli
europei ne avevano depositato ingenti quantitativi quale garanzia per i loro
debiti), con la speranza di utili sempre crescenti e l’illusione di poter
eliminare gli effetti della disoccupazione creata dalle razionalizzazioni che
accrebbero enormemente la capacità produttiva. In buona sostanza l’effetto leva
del gold exchange standard permise sia la grandiosa inflazione creditizia
interna americana che quella internazionale, grazie al fallo che sullo stesso
oro si erano fondate le espansioni monetarie degli USA e le ricostruzioni
monetarie dell’Europa. Tutto ciò fu la causa sostanziale del botto del 1929, che
ne azzerò gli eccessi.
Secondo i migliori economisti dell’epoca, tra i quali lingiese Lionel ROBBINS,
la crisi di quegli anni fu la conseguenza del denaro a basso prezzo che provocò
eccessi di capacità produttiva, di prestiti e di speculazioni finanziarie e
divampò quando l’espansione del credito facile ad un certo punto finì.
Mentre le conseguenze dell’effetto leva del periodo 1913-1914 furono evitate
grazie alla 1A Guerra Mondiale, la Grande Depressione pose a sua volta le
premesse per la successiva situazione bellica che funzionò come rimedio
temporaneo alla crisi finanziaria degli Anni Trenta. Gli Stati Uniti arrivarono
infatti alla vigilia della guerra deI 1941 con una situazione economica,
finanziaria ed industriale che era ancora ai livelli antecedenti il 1929, mentre
solo i preparativi militari e gli aiuti materiali alla Gran Bretagna avevano
permesso di recuperare almeno il livello pre-crisi. Pertanto il finanziamento
dello spaventoso sforzo bellico non potè essere sostenuto se non ricorrendo
massicciamente all’abuso del credito, che si tradusse in una grande immissione
di dollari sul mercato, dollari che materialmente non esistevano non essendo il
frutto del risparmio, o il risultato della vendita di oro, odi qualsiasi altra
attività produttiva.
Mentre la 2a Guerra Mondiale era ancora in corso, ecco che gli stati Uniti
portarono gli alleati a siglare gli accordi di BRETTON WOODS, che sancirono le
regole che avrebbero governato il sistema monetario internazionale una volta
cessate le ostilità. Infatti da quel momento il $ divenne la moneta dominante (
sostituendo la sterlina) a livello mondiale e l’America risolse così a livello
strategico il suo problema finanziario.
Il documento finale che era stato fortemento voluto dalle grandi banche private
statunitensi operanti sul piano internazionale e che si erano arricchite nei due
decenni prebellici grazie all’indebitamento di molti Paesi, all’instabilità dei
cambi ed alle svalutazioni competitive, di fatto stravolse le idee originarie
del Keynes e sancì il trionfo dell’egemonia (in questo caso americana)
sull’internazionalismo. Soprattufto il $ fu affiancato all'oro, sancendo il
principio dell’identità tra questi due strumenti come mezzi di pagamento e di
riserva, mentre i banchieri privati assunsero man mano il ruolo di creditori
incontrastati del mondo in quanto il Fondo Monetario Internazionale e la Banca
Mondiale non furono mai dotate di risorse adeguate ai loro effettivi compiti. In
pratica queste due istituzioni furono trasformate in una branca del sistema
bancario statunitense.
Una delle principali conseguenze delle regole del gioco imposte dall’America a
Bretton Woods fu quella di fornire a questo Paese una posizione di favore
rispetto alle altre nazioni, grazie alla possibilità di finanziare gli squilibri
della propria bilancia (già evidenti alla fine degli anni Cinquanta e
facilmente prevedibili dieci anni prima) mediante l’emissione di dollari che
contribuivano così ad esportare inflazione nel sistema finanziario
internazionale.
Inoltre, il fatto che di norma i paesi terzi non utilizzassero la loro
possibilità di convertire in oro i dollari (gold exchange standard) che ad essi
affluivano, è equivalso alla concessione agli Stati Uniti di un prestito a tasso
zero da parte delle banche centrali degli altri Paesi. L’obbligo di mantenere la
parità delle proprie monete nei confronti del $ implicava che ciascuna banca
centrale doveva sostenere il proprio tasso di cambio vendendo o comprando
dollari in presenza di variazioni della propria moneta, anche con l’aiuto di
tutte le banche centrali degli altri Paesi. In questo modo la solidarietà
internazionale finiva per fUnzionare automaticamente a difesa del $, mentre al
contrario la responsabilità della difesa delle monete degli altri Paesi ricadeva
quasi interamente sulle spalle di ciascuno di essi, per cui se il $ si
indeboliva, al fine di impedirne la caduta, gli altri dovevano comprare dollari,
pagando in questo modo l’inflazione americana.
Era pertanto evidente, fin dal momento che furono introdotte queste regole, che
il mondo avrebbe sostenuto gli USA, permettendo loro di divenire una potenza
egemone: da allora si è sempre sottaciuto sul fatto che una continua inflazione
del $, sostenuta da tutti, prima o poi avrebbe comportato ‘una resa dei conti .
Questa situazione non era ancora ben chiara nel corso degli Anni Cinquanta,
quando non si dubitava del buon funzionamento del sistema a cambi fissi in
quanto il biglietto verde godeva di un solido prestigio grazie ad una bilancia
commerciale che mostrava attivi spesso consistenti, mentre il passivo del conto
movimenti di capitali era del tutto accettato essendo l' unico modo per venire
in possesso di dollari da utilizzare come mezzo di pagamento e strumento di
riserva. Con il passare degli anni la bilancia dei pagamenti (che rappresenta il
quadro generale dei rapporti di debito e credito che legano un Paese con lestero
) americana andò invece sistematicamente in passivo.
Quando la spinta della ricostruzione post-bellica cominciò a rallentare, a
tenere in piedi il sistema finanziario già ‘taroccato ci pensò la guerra del
Vietnam, che esportò l’inflazione in tutto il mondo, mentre la crisi del $ del
1971 (abolizione della sua convertibilità in oro ) fu poi superata con i vari
shock petroliferi degli Anni Settanta. L’aumento del prezzo del petrolio provocò
infatti in tutti i Paesi una maggiore richiesta di dollari - i cosiddetti
petrodollari - che, provenienti da tutto il mondo, finirono soprattutto nel
sistema finanziario americano. Il distacco unilaterale del $ dall’oro fu inoltre
]‘ammissione del fallimento del sistema economico mondiale e/o americano in
essere e da allora quello finanziario internazionale si trasformò nel dollar
standard, nel quale questa moneta divenne strumento di riserva in sè e per sè e
non in quanto convertjbile in oro, stante il fatto che dietro al $ c’era solo
la possibilità di comprare prodotti o titoli USA. Tra l’altro, questo sistema
non aveva strumenti di governo della liquidit americana da parte degi altri
Paesi, anche se gli stessi di quella liquidità erano in vario modo partecipi.
Nel frattempo, i problemi causati dai vari shock petroliferi diedero il via al
primo G 6 di Rambouillet nel 1975 che ufficializzò la moderna globalizzazione
sponsorizzata da KISSINGER con un memorabile discorso ( Le nostre economie ed il
nostro benessere sono oggi ostaggio delle decisioni assunte da altri Paesi -
vedi OPEC - La crisi energetica ha ipotecato la nostra politica, indebolito le
nostre democrazie, minato l’unità politica che è a base della sicurezza delle
nazioni libere...’). Di fatto, la conclusione dell'incontro sancì
l’interdipendenza dei sistemi economici dei diversi Paesi e la necessità del
coordinamento internazionale nel governo dell’economia, cioè la nascita della
finanziarizzazione del sistema, che provocò una sfrenata liberalizzazione dei
capitali tanto che in pochi anni (1980-2000) si ebbe un aumento non giustificato
dal livello di crescita dell’economia degli stock finanziari, che passarono da
10 a 100 trilioni di $. COn la quasi contemporanea fine delle parità fisse tra
le varie valute, venne poi meno uno strumento di disciplina che permise così a
molti Paesi una rapida espansione monetaria, facilitata anche dall'innovazione
tecnico-finanziaria rappresentata
dall' incremento incontrollato dei derivati.
Volendo inoltre gli Stati Uniti assicurarsi la Ieadership mondiale, era
determinante che questi potessero man mano controllare i flussi finanziari
globali per merito di una Borsa che sarebbe diventata il centro di raccolta
degli stessi. Grazie ai nuovi parametri della spesa pubblica che il Fmi aveva
‘suggerito al mondo ( ma non all’America), avvenne lo spostamento degli stock
finanziari dai titoli di Stato alle azioni. Il vero boom iniziò lentamente nel
1982 grazie ad un aumento incontrollato dei tassi d’interesse e del $ ed ebbe
una prima importante spinta dagli accordi del Plaza del 1985 (si indebolì il $
per aiutare l’economia USA) e dal successo dei fondi pensione che con la fine
degli anni ‘80 s’imposero definitivamente sul mercato americano. Successivamente
vi fu un’immissione di liquidità da parte della Fed e di altre banche centrali
al fine di fronteggiare la crisi messicana deI 1994, seguita dall’imposizione al
Giappone nel 95 dell’abbattimento dei tassi per far galoppare il $ e WaIl Street
grazie ai capitali a costo quasi nullo che le banche americane in primis presero
a prestito nel sol Levante per investire con lauti guadagni nella Borsa
principale.
Con la crisi del Sud Est asiatico dcl ‘97 si venne a creare un forte panico in
quell’area, per cui molti capitali volarono negli USA. L’euforia che ha attirato
in Borsa milioni e milioni di risparmiatori direttamente o tramite i fondi ) che
in altre condizioni mai e poi mai avrebbero investito in azioni i propri
risparmi, fu ufteriomente alimentata da successive immissioni di liquidità a
bassi tassi che la Fed operò con il nobile fine di evitare le crisi del ‘98
prima ( Russia e Ltcm, l’hedge fund di storica memoria) ed i pericoli incombenti
del “baco del 2000’ poi. Nel corso del 99 fummo infatti rimbambiti dai continui
allarmi circa la data fatidica deI 31/12/1999, che si rivelò un bluff, ma spinse
le autorità monetarie americane ad immettere nel secondo semestre di quell’anno
ben due trilioni di $ per evitare un eventuale tilt del sistema bancario (
dollari che a marzo del 2000 vennero poi ritirati dal mercato favorendo la
caduta del Nasdaq) In quel periodo la gente credette veramente al paese di
Bengodi in quanto il boom di Borsa, trasferendo ricchezza a pensionati che
videro raddoppiate le loro pensioni, a operai o impiegati che incrementarono il
loro reddito globale e persino ai licenziati che videro lievitare a livelli
insperati le opzioni ricevute in liquidazione ( stock options), finì prer creare
un’incredibile massa di reddito a disposizione dei ceti meno abbienti Non appena
poi la Borsa rallentò la sua corsa al rialzo, facendo venir meno l’effetto
redisuibutivo, anche l’economia cadde in un preoccupante letargo.
Sostanzialmente il boom è stato generato dall’aria fritta artatamente creata che
ha scombussolato il sistema, tanto che diversi autorevoli economisti - tra i
quali Charles DUMAS della Lombard Street Research - nel ‘98 sostennero che i
tagli dei tassi applicati dalla Fed unitamente all’immissione di liquidità erano
entrambi in misura eccessiva e che avrebbero creato una bolla speculativa (come
del resto accadde). Nel 99 il Nobel STIGLITZ criticò ulteriormente il
comportamento della Banca Centrale americana che in quell’anno aumentò
improvvisamente i tassi per prevenire un fantomatico rischio inflattivo:
l’economista asserì che tutto ciò avrebbe fatto scoppiare la bolla speculatìva (
come in effetti si verificò), causando di conseguenza un rallentamento troppo
svero per l’economia, in quanto l’aumento dei tassi avrebbe sì sgonfiato le
quotazioni, ma allo stesso tempo avrebbe ucciso l’espansione economica.
E così arriviamo ai giorni nostri, come vedremo nelprossimo Speciale, ma era
importante non perdere il filo, un filo che viene da lontano.
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